Non è bastato (per ora) il cambio di presidenza nell’azienda rifiuti alessandrina per portare un po’ di stabilità e migliorie. Le lamentele per i rifiuti abbandonati – nonostante le fototrappole e i controlli incrementati – sono in aumento. Come se non bastasse anche l’ambiente lavorativo non è dei migliori.

Si preannuncia un inizio d’autunno infuocato per i servizi di igiene ambientale della città di Alessandria. Le organizzazioni sindacali di categoria FP-CGIL, FIT-CISL e UILTrasporti hanno proclamato ufficialmente uno sciopero generale dell’intera giornata lavorativa indetto per il prossimo 21 settembre. La mobilitazione coinvolgerà la totalità delle lavoratici e dei lavoratori dipendenti da AMAG Ambiente S.p.A., sia del settore operativo sia del comparto amministrativo.
Tavolo in Prefettura senza esito
La decisione giunge a seguito del fallimento del tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Prefettura di Alessandria. L’esito negativo del tavolo negoziale – a detta dei sindacati – unito alle risultanze delle successive assemblee, ha spinto i rappresentanti dei lavoratori a rompere gli indugi e a formalizzare il blocco delle attività per la giornata del 21 settembre.
Nel documento trasmesso alla Commissione di Garanzia, al Prefetto e ai vertici aziendali, le sigle sindacali sottolineano come i punti critici evidenziati fossero già stati oggetto di precedenti dichiarazioni dello stato di agitazione, denunciando il completo mancato seguito agli accordi presi al tavolo prefettizio.
I 5 punti della vertenza
L’astensione dal lavoro, condotta sotto l’applicazione del CCNL UTILITALIA, è stata indetta sulla base di cinque precise motivazioni:
- Relazioni Industriali al minimo storico: Totale assenza di normali e corrette relazioni industriali con la R.S.U. presente in azienda.
- Esternalizzazioni ingiustificate: Continui ed inspiegabili affidamenti a terzi di diversi rami di attività aziendali.
- Mancato rispetto degli accordi: Inosservanza del verbale d’intesa sottoscritto in Prefettura in data 27 settembre 2023.
- Condizioni critiche del parco mezzi: Pessimo stato di conservazione di gran parte dei veicoli aziendali e mancanza totale di mezzi indispensabili per lo svolgimento delle mansioni ordinarie.
- Carenza d’organico e frattura dirigenziale: Gestione del personale da tempo sottorganico, priva di visione strategica e caratterizzata da un palese distacco tra la dirigenza e le maestranze.
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