Lavoro, i mestieri che non si trovano in Piemonte

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Previsioni occupazionali: leggera ripresa

Sono circa 27.370 i contratti programmati dalle imprese piemontesi per febbraio 2024, secondo le stile di Unioncamere Piemonte.

Il trend appare positivo sia a livello mensile, sia su base trimestrale, in analogia a quanto avviene a livello complessivo nazionale.

Il 74,4% delle entrate programmate dalle aziende piemontesi riguarderà personale dipendente, il 24,4% lavoratori somministrati, il 2,1% collaboratori e il 7,8% lavoratori non alle dipendenze.

La domanda di lavoro a febbraio 2024 è trainata dai contratti a tempo determinato con il 58% delle entrate programmate, seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 30% dei casi.

I servizi (commercio, ingressi, ristorazione, turismo) rappresentano la fetta più consistente delle domande di lavoro con 55.850 entrate, seguiti dall’industria (meccanica ed elettronica) con 29.310 entrate.

Il 44% delle entrate sarà inserito nell’area della produzione di beni ed erogazione del servizio, il 17% nelle aree commerciali e della vendita, il 16% in quelle tecniche e della progettazione e il 13% nella logistica.

Per il 62,7% circa delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Il 24,9% dei neo assunti sarà chiamato ad applicare soluzioni creative e innovative, il 14,0% coordinerà altre persone.

I lavori che non si trovano

Si segnalano criticità elevate nell’individuazione di: meccanici, artigianali, montatori, riparatori, fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica, tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi, tecnici della distribuzione commerciale e conduttori di veicoli a motore e a trazione animale.

Federico Pilotti