Tortona, ospedale privatizzato. Sanità venduta ai lombardi?

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

Bando estivo per privatizzare gran parte dei servizi dell’ospedale di Tortona. Si parla già di un vincitore pavese, molto interessato ad estendersi sul vicino ‘mercato’ piemontese. L’ASL di Alessandria ha pubblicato la delibera con la quale avvia la procedura di conferimento di servizi sanitari presso l’Ospedale di Tortona, tramite gara, inerenti la gestione della attività di Recupero e Rieducazione Funzionale, della Piattaforma Ambulatoriale e del Pronto Soccorso. Per nove anni. In particolare al soggetto privato che si aggiudicherà la gara verrà chiesto di gestire in autonomia e con assunzione di responsabilità gestionale e sanitaria tre distinti servizi sanitari: 

1) Il nuovo reparto di Recupero e Riabilitazione Funzionale mediante prestazioni di riabilitazione specialistica di tipo motorio (cui verrà assicurato un flusso costante di pazienti dal reparto ospedaliero di Ortopedia con priorità per i pazienti di Tortona), con dotazione di personale medico, infermieristico, riabilitativo e di supporto. Nell’ambito del servizio, sono richieste anche prestazioni di tipo ambulatoriale;

2) la Piattaforma Ambulatoriale (collegata al Pronto Soccorso nelle ore diurne con sistemi di accesso fast tracking) per le specialità indicate, con dotazione di personale medico, infermieristico e di supporto;

3) Il servizio di pronto soccorso 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno con dotazione di personale medico.

Valore stimato dell’appalto e base d’asta è di 49.500.000 euro

Per il sindaco di Tortona Federico Chiodi è una buona notizia: “La buona notizia è che ASL e Regione Piemonte investiranno quasi 50 milioni di euro nel nostro ospedale per i prossimi nove anni – ha commentato il Sindaco Federico Chiodi – oltre 5 milioni all’anno non soltanto per gestire il nuovo reparto di Riabilitazione, a lungo atteso, ma anche per potenziare una serie di servizi ambulatoriali, oltre al Pronto Soccorso che da tempo versa in gravi difficoltà a causa della cronica assenza di personale. L’Ospedale di Tortona non viene “privatizzato” ma rimane sotto il controllo della sanità pubblica, aprendo però alle professionalità che il settore privato può garantire in un momento in cui non solo l’ASL della nostra provincia, ma tutto il Sistema Sanitario nazionale attraversa grandi difficoltà per l’assenza di medici e infermieri. Alle risorse stanziate per consentire questa riqualificazione vanno aggiunti gli ulteriori investimenti, già in atto, sulla robotica e le attrezzature d’avanguardia a servizio dei reparti di Chirurgia e Ortopedia che già rappresentano delle eccellenze per il nostro territorio. Tutti insieme questi interventi riporteranno l’Ospedale di Tortona a ricoprire un ruolo di primo piano all’interno della rete ospedaliera del territorio”.

La reazione dei sindacati e della politica non si sono fatte attendere.

Oggi dedizione e professionalità (il nosocomio tortonese è stato il primo Covid Hospital) non vengono premiate e ancora una volta assistiamo allo svilimento del personale che non merita l’atteggiamento intrapreso dalla direzione che non rende partecipe il personale dei cambiamenti legati alla possibile privatizzazione di una parte consistente dei servizi, a partire dal Pronto Soccorso per arrivare a numerosi ambulatori e reparti. La nostra preoccupazione è che il personale si trovi costretto allo spostamento del luogo di lavoro, spesso anche a fine carriera. Il segnale è allarmante”.

Sonia Ciminello, UIL FPL Alessandria

“Si vuole smantellare la sanità pubblica”, così Andrea Arancio, coordinatore Italexit a Tortona: “La sanità deve rimanere pubblica, demolita con continui tagli e impedimenti a chi non si è allineato alla narrativa vaccinale ufficiale”.

Contro anche Rifondazione Comunista:

In merito a tali scelte il ha dichiarato: “Si tratta di una scelta da contrastare in modo radicale, anche perché dimostra diversi aspetti gravi e pericolosi. Dalla dirigenza dell’ASL la motivano adducendo problemi organizzativi e scarsità di personale, ma è del tutto evidente che tutto ciò non si risolve con la bacchetta magica del privato: i medici mancano per tutti e dunque vanno tolti i tetti regionali per le assunzioni. Peraltro, come ha sottolineato un recente comunicato della Funzione Pubblica della CGIL, L’ASL sarebbe nelle condizioni di poter assumere, se non lo fa vuol dire che c’è del metodo nella sua scelta”.

Segretario regionale del PRC-SE Alberto Deambrogio 

E ancora la Cgil Alessandria:

L’ASL di Alessandria è nelle condizioni normative ed economiche per procedere alle assunzioni; pertanto chiediamo di ritirare il bando per le esternalizzazioni e contestualmente la convocazione di un incontro sindacale urgente. La Camera del Lavoro e la Funzione Pubblica CGIL ribadiscono che il servizio sanitario nazionale va garantito in maniera universale a tutti i cittadini, non può essere legato al profitto e svenduto al privato, cosi come non devono essere regalate al privato le strutture previste dal PNRR per il decentramento della sanità sul territorio, strutture aggiuntive che vanno rese operative con il personale e per le funzioni previste.

Franco Armosino

La Cse e la Cse Sanità esprimono la più totale preoccupazione per il futuro dell’Ospedale Santi Antonio e Margherita. L’azienda Sanitaria locale di Alessandria ha attuato un comportamento antisindacale e denigratorio nei confronti della nostra Organizzazione Sindacale, della Rsu e di tutte le altre Organizzazioni sindacali in quanto per le circostanze che impattano sul futuro occupazionale dei lavoratori il CCNL vigente prevede un confronto precedente con le Parti Sociali.

Come sempre l’amministrazione aziendale e la Regione Piemonte si dimenticati dell’importanza del personale, ribadiamo che tali dipendenti a marzo 2020 sono stati inseriti senza alcun preavviso nel primo Covid Hospital del Piemonte accettando ingenti modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali, accettare la privatizzazione significherebbe eliminare uno dei pochi presidi di Sanità Pubblica del territorio tortonese che nell’arco degli anni ha ricevuto tantissimi tagli ma anche tanti elogi.

Stefania Gallo Coordinatore Regionale Cse sanità-Flp