Coronavirus, crisi del globalismo e ritorno agli Stati sovrani?


Uno degli effetti del Coronavirus sarà quello di  cambiare radicalmente il sistema economico che avevamo fino ad ora e che era già profondamente in crisi.

Ormai  è evidente a tutti quello che sta succedendo che il coronavirus sta impattando violentemente sul “mantra” degli ultimi vent’anni anni  che cioè era necessaria la globalizzazione per dare una spinta al nostro sistema economico e per accrescere il nostro benessere.

Noi adesso ci troviamo in una situazione nella quale la produzione, che era stata in interamente globalizzata e delocalizzata, deve essere riportata negli Stati nazionali,  almeno in buona parte

La vicenda delle mascherine è un esempio piuttosto emblematico.

 Un prodotto semplicissimo che uno Stato ultra industrializzato come l’Italia dovrebbe essere in grado di crearlo in quantità illimitata ci viene a mancare perché la produzione è stata delocalizzata in Cina.

Questa drammatica vicenda ha fatto  capire immediatamente, anche l’opinione pubblica, che il modello economico neo liberista, finora in vigore, non abbia senso e ci si domanda ancora : quali  vantaggi abbia portato alla nostra società? Distruggere posti di lavoro, delocalizzare moltissime linee produttive, cancellare posti di lavoro creando, in una prima fase,  un alto livello di disoccupazione e la costruzione;dei nostri lavoratori ad abbassare le loro condizioni di salario e di diritti perché direttamente in competizione con i lavoratori cinesi e  del terzo mondo.

Ma soprattutto  l’evento coronavirus ci ha posto nella consapevolezza che tutta una serie di beni, anche essenziali per ogni Stato, non siamo più in grado di riprodurli autonomamente.

E  proprio in questo momento drammatico,si è visto  quanto questa scelta sia stata scellerata e sciagurata  per le conseguenze politiche sociali che ha creato nell’immediato.

Diventa.quasi inevitabile  tornare indietro perché non è più  solo una questione di volontà politica ma perché la situazione del coronavirus non si risolverà in  pochi mesi. Sicuramente si risolverà la fase di emergenza, senza però che il virus scompaia dalla mattina alla sera : si ridurranno  i numeri dei contagiati e si potrà affrontare meglio e con più esperienza la malattia, senza però poter escludere successive riprese dell’epidemia.

La questione di fondo rimarrà sempre attuale e presente e cioè  che il commercio internazionale,come impostato nel passato,, non è più concepibile  anche perché già prima della pandemia la globalizzazione stava già subendo una flessione molto forte in particolare per volontà degli Stati Uniti che, con l’elezione di Trump,  ha iniziato ad attuare una politica commerciale diversa e a riportare in patria molta produzione allocata all’estero, pena aumento dei dazi e una guerra commerciale ormai inarrestabile.

 Ma il paese che sta cambiando più rapidamente il proprio paradigma economico è la Germania. Perché la Germania non  ha soltanto annunciato di voler riprendere la sovranità produttiva,cioè voler riportare in Germania le linee di produzione di beni essenziali, ma intende nazionalizzare aziende in Germania, impiegare  manodopera tedesca in aziende di proprietà dello Stato tedesco: questa così come si presenta è una rivoluzione totale del paradigma economico globalista.

L’aspetto ancora più dirompente è quello monetario perché la Germania ha deciso  che, per affrontare questa crisi, una banca tedesca metterà a disposizione 500 miliardi alle aziende nel rafforzamento dell’economia tedesca in una visione sempre più di autosufficienza. L’economia tedesca che era sempre più centrata sull’esportazione cambia dunque il  proprio paradigma economica, quello globalista europeo, che ha mostrato i suoi limiti proprio in questa circostanza.

.  Con l’euro si doveva entrare in un paradiso, sembrava che l’Italia avesse avuto  una ricchezza incredibile, in realtà ci siamo invece impoveriti in un modo rapido e generalizzato. La globalizzazione si è dimostrata vantaggiosa solo quelle oligarchie economiche che di fatto l’hanno promossa e imposta,  al contrario ha impoverito le condizioni dei lavoratori di tutto l’occidente e di fatto ha reso gli Stati incapaci di rispondere prontamente a qualunque tipo di emergenze( pensiamo solo ai nostri terremotati) 

Ha arricchito una parte piccolissima della popolazione in un modo che non si era mai visto nell’intera storia del dell’Uomo. 

Luigi Manzini