Confapi Alessandria: Marina Feola è il nuovo direttore

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

Alessandria – Nuovo direttore in casa Confapi Industria Alessandria. Si tratta di Marina Feola, laureata in giurisprudenza, avvocato e giornalista, che succede a Cesare Manganelli col quale ha collaborato dal 2016 per gli aspetti organizzativi della sede locale di Api Formazione, assumendo dal 2021 il ruolo di vicedirettore.

L’annuncio ufficiale, a nome del Consiglio Direttivo, è stato dato giovedì mattina dal Presidente dell’Associazione delle Piccole e Medie aziende private, Antonino Giustiniani.

Proprio nei confronti di Manganelli, il presidente Giustiniani ha voluto dedicare l’apertura del suo discorso, per esprimere la più sentita riconoscenza e la profonda stima per la proficua e qualificata attività svolta in tanti anni al servizio dell’Associazione, sottolineando come l’apprezzamento sia giunto anche dai vertici nazionali di Confapi, che hanno sottolineato come l’ormai ex Direttore abbia offerto una preziosa collaborazione nelle trattative per i rinnovi contrattuali nazionali di alcune categorie (metalmeccanici, tessili, alimentari, ecc…), dimostrando una indiscussa competenza nella gestione dei rapporti con le Organizzazioni sindacali.

Manganelli, nel congedarsi, ha sottolineato che “ a un certo punto della vita di ciascuno, quando si capisce di aver raggiunto tutti gli obiettivi previsti, è giusto passare il testimone a persone più giovani, portatrici di nuove energie e competenze.”

Da parte sua Marina Feola ha sottolineato di ereditare “una grande responsabilità, ma potrò contare sulla professionalità e la collaborazione di tutti i colleghi che in questi anni hanno contribuito a rendere Confapi Industria Alessandria quella che è oggi, ovvero una associazione che conta quasi 200 imprese per circa 3500 occupati. Sono aziende che molto spesso costituiscono l’eccellenza nel loro comparto e che intrattengono rapporti abituali con l’estero, in via diretta o ‘per catena’: un aspetto risultato tanto più evidente nel corso del lockdown causato dall’epidemia da Covid 19 e dai problemi di interpretazione legati alla classificazione dei Codici Ateco che stabilivano i comparti oggetto delle deroghe all’obbligo di sospensione delle attività. A livello territoriale la nostra provincia evidenzia una distribuzione non polarizzata, con realtà imprenditoriali quasi equamente divise tra i vari distretti. Forse l’obiettivo futuro potrà essere proprio quello di cercare una maggiore collaborazione tra le varie filiere, in un’ottica attenta sempre più anche al generale e non solo al particolare.”



PER CONTINUARE A LEGGERE DEVI REGISTRARTI GRATUITAMENTE. POTRAI CONTINUARE A LEGGERE E RICEVERE I CONTENUTI EXTRA