Raid nella discarica di Solero, altro ‘colpo’ all’Aral

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“I misteri di Aral continuano”. Sembra un libro giallo, ma è il commento amaro e preoccupato dell’assessore Paolo Borasio, nel dare la notizia di un raid vandalico a Solero, nella discarica Aral, a poche settimane dal doppio incendio a quella di Castelceriolo. E’ evidente a tutti che i due fati siano collegati in una vicenda intricata. Il fallimento di Aral aprirebbe al mercato dei rifiuti altre società concorrenti. E poi pende sempre l’indagine per il traffico illecito di rifiuti del 2017, per cui il capo impianto Aral era stato arrestato. 


Alcuni ladri sono entrati in discarica dalla porta principale. E’ bastato rompere il lucchetto del cancello e scassinare la porta dell’ufficio. Una volta dentro i delinquenti hanno sfasciato tutto: distrutta tutta l’attrezzatura elettronica legata alla vigilanza (computer, monitor, sensori, ecc.), smontate e rubate le telecamere poste a 8 metri di altezza… distrutti i sensori perimetrali… svuotata la cisterna del gasolio (4000 lt)… furti nell’officina (mancano fusti di olio, bombole e altro materiale). Il danno totale si aggira intorno ai 30 mila euro. 

I ladri/vandali hanno potuto agire indisturbati, se sono riusciti a fare quel danno, a smontare le telecamere e a portarsi via fusti, carburante e macchinari (anche una idropulitrice). evidentemente conoscevano bene il posto, oppure lo hanno studiato per bene, agendo nei giorni in cui l’impianto era meno custodito e frequentato. 

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