“Siamo al limite, violenza intollerabile”. I GD non ci stanno

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La presa di posizione dopo i fatti di Macerata

I Giovani Democratici della Provincia di Alessandria lanciano l’allarme odio: “I fatti di Macerata sono la conseguenza dell’incitamento alla rabbia e all’intolleranza.  Siamo alla vigilia di una nuova resistenza”.

“Non è possibile esprimersi sui fatti di Macerata senza esporsi al rischio di strumentalizzazioni, ne siamo consapevoli. Ma non ci tiriamo indietro, non questa volta. Abbiamo ben chiaro quello che vogliamo dire e vogliamo ribadirlo con forza: questo è quello che succede quando si incita all’odio, alla rabbia, all’intolleranza; questo è quello che succede quando si strizza l’occhio alla violenza, non solo verbale; questo è quello che succede quando si individua un barile su cui scaricare tutta la colpa e tutta la propria frustrazione. Ecco, questo è quello che succede.
E vogliamo dirlo, vogliamo gridarlo: NOI NON CI STIAMO.
Non è il mondo che vogliamo né tanto meno l’unico mondo possibile.
Ci saremmo potuti e dovuti fermare prima, prima che un evento come questo colpisse le coscienze con tutta la forza e la drammaticità del caso. Siamo alla vigilia di una nuova resistenza, e lo diciamo senza il rischio di esagerare. Ora, più che mai , il tema dei diritti è urgente e prioritario. È stato un atto politico folle che però ha trovato in un caso specifico piena approvazione, un segno chiaro del fatto che la situazione sia arrivata al limite. Chiediamo a tutti i rappresentanti delle istituzioni, ai partiti e ai loro leader, anche a livello locale, di fare una seria riflessione e di correggere il tiro prima che sia davvero troppo tardi.
E a coloro che vedono in questo ragazzo un “patriota” vogliamo ricordare le parole di Bertolt Brecht: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare””

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