Dopo il crollo del ponte Morandi, anche il Terzo Valico va a rilento

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Il crollo del Ponte Morandi ha avuto forti ripercussioni sulla viabilità locale e quindi anche sulla circolazione dei mezzi che dai cantieri di Fegino e Polcevera devono raggiungere i siti di deposito delle terre da scavo posti a Ponente (Cava Pian di Carlo, Rilevato Ferrania e Cave Vecchie Fornaci). Le possibili viabilità alternative, oltre a comportare un aumento delle percorrenze, sono al momento oggetto di alcune limitazioni della circolazione per i mezzi pesanti, per garantire fluidità al traffico cittadino.

Così Cociv fa il punto della situazione sul Terzo Valico, ad un mese dalla tragedia di Genova. 

Di conseguenza, dopo la pausa estiva Cociv ha riavviato le attività nei cantieri di Fegino e Polcevera solo in forma ridotta e si è nel frattempo adoperato sia per riprendere dal 6 settembre il conferimento dei materiali ai siti di Ponente attraverso le viabilità alternative, sia per riattivare il più accessibile sito di Cava Acquafredda, che ha una disponibilità residua di circa 15mila metri cubi. Eventuali correttivi negli itinerari potranno essere apportati dopo aver verificato l’effettiva capienza dei tratti stradali interessati.

Piano del traffico e monitoraggio dei flussi

Dal monitoraggio obbligatorio del traffico, per Cociv, dati non sono emerse criticità, con volumi sempre al di sotto della soglia massima prevista dal Piano del traffico. I tratti più sensibili restano la SP140 tra Arquata Scrivia e il casello dell’A7 di Vignole Borbera e la ex SS10 tra le rotonde di Spinetta Marengo e della Stortigliona.

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