Nuova terapia anti-cancro: cannabinoidi per combattere la leucemia

Osteria Franco e Ciccio
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Lo studio è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Londra e pubblicato sulla rivista scientifica Anticancer Research: analizzando l’attività di sei cannabinoidi in combinazione con cellule leucemiche, si è potuto osservare un arresto di tutte le fasi del ciclo delle cellule tumorali e della loro vitalità. Questi effetti sono stati addirittura maggiori nella somministrazione di più cannabinoidi assieme, tanto da far pensare di poter arrivare a distruggere le cellule del cancro attraverso sostanze come cannabidiolo (CBD), cannabigerolo (CBG) e cannabigerovarina (CBGV).

Un risultato molto significativo che potrebbe rappresentare una svolta per la terapia anti-cancro: i farmaci oncologici tradizionali, infatti, sono costosi da produrre, quindi sviluppare una nuova terapia a base di cannabinoidi potrebbe essere una valida alternativa, più economica e, a quanto pare, più efficace.

La leucemia è il tumore delle cellule del sangue molto più frequente nell’età infantile rispetto a quella adulta e può manifestarsi in forma acuta o cronica.

In Italia l’incidenza complessiva è di circa 15 nuovi casi per milione di persone all’anno. Ecco perché la ricerca per sviluppare nuove terapie per questi malati sono sempre in divenire: e proprio nella regione Piemonte, da sempre molto sensibile verso questa patologia, negli ultimi anni si sono potenziati i centri di ricerca e i reparti ospedalieri specializzati che accolgono anche malati provenienti da altre regioni confinanti. Ad Alessandria è inoltre presente la sezione periferica autonoma dell’AIL Nazionale, che ha sede presso la S.C. di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo.

Come afferma il professor Wai Liu, che ha coordinato la ricerca all’Università di Londra, questo studio ha dimostrato come una sostanza considerata psicotropa possa invece rivelarsi utile in medicina per curare patologie gravi come può essere la leucemia. Ma non è la prima volta che i ricercatori smentiscono che gli effetti psicoattivi siano gli unici presenti in alcune sostanze, come è accaduto per la Salvia, che in alcuni paesi è consentita solo ad uso terapeutico, o addirittura per i funghi allucinogeni, che potrebbero avere importanti principi attivi per la cura di ansia e depressione.

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