Sinistra Italiana: “falso problema, si combatta il degrado sociale”
Il tema della sicurezza è tornato con forza al centro del confronto pubblico, spesso però schiacciato tra slogan, allarmismi e letture parziali della realtà. Ad Alessandria, questo tema non è affatto astratto: pur in presenza di dati statistici che non mostrano un aumento generalizzato dei reati, la percezione di insicurezza è reale e attraversa quartieri centrali, sobborghi e aree più fragili della città. Parlare seriamente di sicurezza significa allora rifiutare ogni strumentalizzazione e assumersi la responsabilità di proporre soluzioni concrete, equilibrate e durature.

Per il vicesindaco di Alessandria, Giovanni Barosini, anche nel suo ruolo di presidente Azione Piemonte, il primo pilastro resta il rafforzamento dello Stato sul territorio: «Non esiste sicurezza senza una presenza forte, qualificata e moderna delle Forze dell’Ordine», sottolinea, chiedendo più assunzioni per Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, migliori condizioni di lavoro e adeguati investimenti tecnologici. Una presenza visibile e competente, insiste Barosini, «incide non solo sulla sicurezza reale, ma anche su quella percepita, che è fondamentale per la qualità della vita, soprattutto nelle aree urbane più fragili».
Accanto al tema dell’ordine pubblico, Barosini richiama il nodo della giustizia: «Una giustizia lenta o incerta mina la fiducia dei cittadini e indebolisce il sistema», afferma, invocando processi più rapidi, meno discrezionalità e una riduzione dei ritardi giudiziari. La sicurezza, nella sua visione, passa anche «da uno Stato capace di essere giusto ma anche efficiente, in grado di dare risposte in tempi ragionevoli».
Lotta alla microcriminalità
Sul piano urbano, il vicesindaco indica alcune priorità concrete: «Vogliamo rilanciare un’azione ancora più incisiva contro microcriminalità e degrado, partendo dalle aree più sensibili, come le zone intorno alla stazione ferroviaria, alcuni spazi pubblici poco frequentati e porzioni periferiche dove il rischio di desertificazione sociale può trasformarsi in insicurezza diffusa». Da qui l’impegno a rafforzare la collaborazione tra Comune e Forze dell’Ordine e a proseguire con decisione sui fronti della riqualificazione urbana, manutenzione, illuminazione e cura degli spazi pubblici: «Una città curata è una città più sicura», ribadisce.
Barosini insiste però sul fatto che «sarebbe un errore pensare alla sicurezza solo in termini repressivi». Un altro pilastro, spesso sottovalutato, è la prevenzione sociale: «Anche ad Alessandria significa investire nella scuola, sostenere le famiglie, creare opportunità per i giovani nei quartieri, rafforzare i presidi educativi e culturali e lavorare su percorsi di integrazione per chi vive regolarmente sul nostro territorio, evitando marginalità e isolamento».
Sul tema dell’immigrazione, il vicesindaco chiede «chiarezza e serietà», distinguendo nettamente tra immigrazione regolare, che «va gestita e integrata», e immigrazione irregolare, che «va contrastata con strumenti efficaci, a partire da rimpatri realmente attuabili». Solo un approccio «equilibrato, rispettoso delle persone ma fermo sulle regole» può, secondo Barosini, garantire sicurezza e coesione sociale.
In questo quadro, il vicesindaco non esclude il ricorso, «in casi specifici e per periodi definiti», alla vigilanza privata: «Si può valutare l’impiego di guardie giurate con compiti chiaramente delimitati e coerenti con il loro ruolo», precisa, «non per sostituire lo Stato, ma per affiancarlo in modo intelligente e regolato, ad esempio in aree particolarmente sensibili o in fasce orarie critiche».
Barosini esprime poi forte preoccupazione per la scelta del Governo di destinare il carcere di San Michele a casa di reclusione di massima sicurezza per detenuti al 41 bis, decisione su cui nelle scorse settimane si è acceso anche il dibattito politico locale. «Riteniamo sbagliato cancellare l’enorme lavoro svolto in questi anni da operatori, agenti di polizia penitenziaria e volontari sul versante del trattamento e del reinserimento», afferma, ricordando come la concentrazione di detenuti al 41 bis possa «portare con sé il rischio di nuove infiltrazioni criminali nei territori che ospitano questi istituti, creando reti di connessione con i “capi” formalmente isolati ma ancora in grado di interagire con l’esterno».

Per Barosini si sta lavorando «con azioni concrete, con determinazione e con onestà intellettuale», ma serve la collaborazione di tutti: «Chiediamo la partecipazione trasparente di istituzioni a ogni livello, forze politiche, parti sociali, associazioni, imprese e cittadini. Su questo terreno siamo tutti importanti e determinanti».
Sinistra Italiana Alessandria: “Combattere il degrado, il problema sicurezza non c’è”
La Sinistra Italiana di Alessandria è chiara: senza risorse e personale, i presìdi sul territorio sono insufficienti e la responsabilità è anche di chi governa. Il problema sicurezza, nei termini in cui viene raccontato, ad Alessandria non esiste”.
Si deve contrastare il degrado e abbandono, cercando di migliorare la qualità della vita: “Non con i militari nelle strade”.
Come si rende più vivibile una città? La ricetta è nota: “Ad Alessandria servono strade illuminate e curate, spazi attraversati e non vuoti. negozi aperti, luoghi di socialità, cultura. Occorrono servizi per giovani e famiglie e attenzione per le fragilità. Questa è sicurezza sociale. Ed è l’unica che funziona davvero”.
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