Degrado immutato all’ex Bar Cangiassi. Se ne interessò pure il ministro Salvini

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Nel nostro ultimo sopralluogo all’ex Bar Cangiassi, immobile di proprietà pubblica situato nei giardini della stazione ferroviaria di Alessandria, siamo tornati a documentare ancora una volta una situazione di degrado assoluto che, nonostante l’alternanza delle amministrazioni locali, non accenna minimamente a migliorare.

L’area si presenta come un vero e proprio “guardaroba a cielo aperto”: pantaloni lunghi e corti, canottiere, magliette e persino un costume da bagno sparsi ovunque tra foglie secche, rifiuti e siepi.

Usando un bastone per non toccare nulla con le mani, abbiamo mostrato come il luogo venga utilizzato da immigrati extracomunitari per cambiarsi, dormire e lavarsi nelle pozzanghere. All’interno dell’ex bar, coperte e giacigli di fortuna confermano che l’immobile serve ormai da rifugio notturno. L’odore è insopportabile e il rischio sanitario evidente: «C’è da prendersi le malattie», abbiamo commentato sul posto, ricordando le misure igienico-sanitarie adottate in passato per altre emergenze.

Si tratta di un immobile pubblico, costruito con i soldi dei cittadini. Oltre al problema di decoro e igiene, c’è quindi anche un chiaro depauperamento delle risorse pubbliche: questi sono soldi nostri, e la proprietà pubblica non è mai stata realizzata a costo zero.

Particolarmente grave è la continuità del degrado nonostante i cambi di colore politico. Già nel 2017 l’attuale Ministro dei Trasporti Matteo Salvini venne sul posto per documentare di persona la situazione, come marchetta elettorale per il poi eletto sindaco Cuttica.

Oggi, con una nuova giunta che ha cambiato colore, la situazione rimane drammatica e identica. Centrodestra o centrosinistra: il degrado non cambia.

Come abbiamo sottolineato durante il sopralluogo, si applica perfettamente la teoria delle finestre rotte: il degrado genera altro degrado, attirando ulteriori situazioni di incuria e trasformandosi in un degrado sociale e umano. «Dove c’è degrado si accumula altra situazione di questo genere», abbiamo ribadito sul posto, mentre in sottofondo si sentiva il vociare di chi, in coda, attendeva di utilizzare l’area come servizi igienici di fortuna.

Ci chiediamo come per la politica, ed i partiti di qualunque schieramento, aldilà delle promesse, sia ancora accettabile voltare lo sguardo di fronte a un problema di igiene, sicurezza e decoro urbano che resta irrisolto da anni. È ora di pretendere soluzioni concrete, non chiacchiere.


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