Oggi 28 febbraio 2026, all’inizio di corso Monferrato all’incrocio con Spalto Rovereto, la rotonda presenta gravi sprofondamenti e avvallamenti che mettono a dura prova pneumatici e ammortizzatori delle auto in transito, come denunciato da una segnalazione ricevuta da “Svegliati Alessandria e La Pulce nell’orecchio”, lavori eseguiti per il teleriscaldamento che sta letteralmente demolendo mezza città con un atteggiamento menefreghista, perché l’importante è portare a casa il risultato e assoggettare tutti gli alessandrini a un’altra utility.

Qualche mese fa proprio qui si sono svolti scavi per la rete, ma il ripristino è pessimo e i disagi continuano, con buche e avvallamenti che rischiano di diventare permanenti. Nel contratto con la società esecutrice il Comune di Alessandria avrebbe incassato 250mila euro annui come compensazione, soldi che naturalmente dovrebbero servire per interventi sulla viabilità e sul ripristino delle strade danneggiate, e c’era anche una clausola chiara: al termine dei lavori la situazione andava riportata allo stato d’arte, al meglio possibile.
Ma qualcuno verifica davvero questi obblighi? Le segnalazioni arrivano da ogni parte della città, non solo per il teleriscaldamento ma per altre situazioni simili, eppure i cantieri proseguono con modifiche viarie continue, come quelle in via Marengo fino al 13 marzo 2026 o in altre vie dal gennaio 2026, senza che si veda un vero impegno sul ripristino definitivo. I commercianti protestano da tempo per i disagi, le strade restano martoriate e i cittadini pagano il conto doppio: traumi alle auto e attesa infinita per un intervento serio.
Serve una risposta urgente: dove finiscono quei soldi e chi controlla che le strade tornino sicure?
Altrimenti il teleriscaldamento rischia di diventare sinonimo di distruzione urbana invece che di progresso.
Vanni CENETTA
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