Caos in Amag Ambiente, si dimette il presidente dopo poche settimane

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Marco Seggi lascia la presidenza. Caos nella gestione dei rifiuti e politica sorpresa… ma non troppo

Ad Alessandria continua il periodo turbolento per il gruppo Amag Ambiente.

Le dimissioni del presidente Marco Seggi, annunciate nelle ultime ore, arrivano come un fulmine a ciel sereno — almeno nelle dichiarazioni ufficiali — ma in realtà affondano le radici in settimane di tensioni e malumori interni.

La mossa di Seggi, che lascia l’incarico in un momento delicato per la multiutility cittadina, rilancia le preoccupazioni su una governance segnata da contrasti e rallentamenti operativi, soprattutto nel settore dei rifiuti, da tempo nel mirino di cittadini e opposizioni. La situazione, descritta da più parti come “caotica”, si riflette quotidianamente nei disservizi: ritardi nella raccolta, cumuli di spazzatura nei quartieri periferici e mancanza di coordinamento gestionale, elementi che hanno reso evidente il malessere all’interno del gruppo e fatto alzare le tariffe.

Le reazioni della politica non si sono fatte attendere: stupore e sorpresa ufficiali da parte di amministratori e consiglieri comunali, ma chi segue le vicende Amag sa bene che il malcontento ribolliva da tempo.

Ora, con la presidenza vacante e un sistema dei rifiuti già in affanno, il rischio è di un’ulteriore fase di instabilità, proprio nel momento in cui servirebbe una guida salda e un piano chiaro per affrontare le criticità strutturali del servizio. Le opposizioni preparano interrogazioni e richieste di chiarimenti, mentre tra i dipendenti Amag si respira incertezza.

Dietro l’uscita di scena di Seggi resta quindi una domanda di fondo: chi guiderà l’azienda in una fase tanto difficile per Alessandria, e con quale mandato politico? Se le dimissioni sorprendono ufficialmente, è solo perché nessuno, in pubblico, aveva avuto il coraggio di dire che la crisi di fiducia era già esplosa da settimane.


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