L’assessore Enrico Mazzoni: “Non è una gallina dalle uova d’oro, pensata per ridurre il traffico in centro”
L’Area Pedonale Urbana (Apu) di Alessandria, attiva dal 13 gennaio 2026 e in via di ampliamento viene percorsa da circa 600 mezzi al giorno, tra autorizzati e non. Ci sono i residenti e gli addetti ai lavori, ma anche gli automobilisti che non sanno o non si accorgono. E così scatta la sanzione. In ogni caso il trasgressore che nella giornata passa tante volte sotto le telecamere paga una sola multa.
Per chi sgarra la contravvenzione per transito non autorizzato è 83,60 euro. Ma se si concilia entro 5 giorni il verbale scende a 53,10 euro.
Anche se le infrazioni sono in diminuzione per una progressiva conoscenza delle nuove regole di accesso ad alcune vie del centro di Alessandria, le multe per il primo mese sono state molte. I passaggi illeciti restano comunque un buon 50%, con sanzioni stimate intorno ai 400.000 euro lordi mensili.
Regole di accesso e conteggio infrazioni
Nove telecamere h24 vigilano varchi chiave come corso Roma, piazzetta della Lega e via Piacenza, permettendo ingressi solo a chi ha permesso online gratuito. Il sistema conta una violazione unica per veicolo al giorno, indipendentemente dal numero di passaggi, evitando sanzioni multiple ma gonfiando i dati grezzi degli accessi. Questo meccanismo, scattato pienamente il 29 gennaio, produce verbali per circa 300 infrazioni distinte giornaliere.

Problemi di cassa e pagamenti ritardati
Di queste 300 multe medie giornaliere, solo la metà – circa 150 – viene pagata subito, creando un buco di cassa per il Comune che iscrive a bilancio l’intero importo delle contravvenzioni, incluse quelle non incassate o impugnate. I proventi attesi (inizialmente 750.000 euro mensili) rischiano ritardi, con incassi reali dimezzati e pressione sulle spese per asfaltature e manutenzioni. L’opposizione denuncia segnaletica inadeguata che amplificano il rischio di contenziosi.
Enrico Mazzoni. assessore alla sicurezza e polizia locale ribadisce che “L’intento non è fare multe per far cassa, ma per ridurre il traffico e l’inquinamento”.
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