Oltre Amazon sorgeranno Primark e Pam. Rossini (Slala): “Logistica sostenibile e diffusa”

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Commissario straordinario per lo Smistamento di Alessandria. L’on. Riccardo Molinari e l’assessore regionale Enrico Bussalino: “Servirà Per snellire la burocrazia”

Il vicesindaco di Alessandria, Giovanni Barosini: “Valore aggiunto per tutti”

Arriva un segnale concreto (politico, non ancora pratico) per sbloccare e accelerare la realizzazione del nuovo Polo Logistico di Alessandria Smistamento. Il recente Decreto Infrastrutture, che recepisce l’emendamento presentato lo scorso anno dall’onorevole Riccardo Molinari, introduce la possibilità per il Governo di procedere alla nomina di un Commissario straordinario dedicato al progetto.

La misura segna un punto di svolta per un’opera attesa da anni, strategica non solo per il Piemonte ma per l’intero sistema logistico del Nord-Ovest. Si può tradurre in tempi certi e procedure più snelle.

“Rapidità ed efficacia. Le grandi opere hanno bisogno di strumenti operativi adeguati per superare gli ostacoli burocratici”, commenta Molinari.

L’assessore regionale ai trasporti Enrico Bussalino, sottolinea che meno burocrazia e più concretezza si tradurrà in investimenti e occupazione”.

“Valore aggiunto per la comunità”

Il vicesindaco di Alessandria, Giovanni Barosini, analizza lo sviluppo della città, sottolineandone i vantaggi: “Alessandria sta vivendo una fase di rilancio demografico anche grazie al settore logistico, che attrae nuovi residenti e famiglie. I dati ISTAT confermano un aumento della popolazione di 664 unità nel 2025. Questa crescita si riflette nel boom del mercato immobiliare: la domanda di affitti è esplosa del +75% ad Alessandria, mentre le compravendite residenziali sono aumentate dell’11% nel primo trimestre 2025, con un +22,3% nel capoluogo”.

Prosegue il numero due di Palazzo Rosso: “Sfatiamo i pregiudizi: non importiamo solo “lavoro povero”. Ingegneri, tecnici specializzati e professionisti della logistica si stanno insediando tra i nuovi alessandrini, creando occupazione qualificata e valore aggiunto per la comunità”.

Barosini

18 mesi per un capannone

Il presidente della Fondazione Slala, Cesare Rossini, fa il punto del ‘mondo logistico’ alessandrino.

Rossini

Quali sono oggi, in concreto, i progetti più avanzati che la Fondazione Slala sta seguendo sul territorio alessandrino e con quali tempi di realizzazione prevedete che producano effetti visibili per imprese e cittadini?

La Fondazione è parte attiva di un sistema di relazioni ormai di livello interregionale, però la realizzazione delle opere non dipende da noi che non siamo né decisori, né imprenditori. Ciò che oggi è stato costruito o è in corso di realizzazione nel territorio del Basso Piemonte ha effetti diretti, prodotti dal singolo insediamento, e indiretti, a livello di sistema socioeconomico. I tempi dipendono dalla velocità di realizzazione dei singoli progetti in corso. Per dare un’idea, dall’apertura del cantiere di un polo logistico di taglia media (50.000/ 80.000 metri quadrati) al completamento della infrastruttura occorrono mediamente diciotto mesi. Quando l’area è pronta e ha già un utilizzatore finale, nell’arco di pochi mesi l’attività può iniziare. Direi che mediamente in un paio d’anni gli effetti sono visibili per i cittadini e concreti per il sistema economico.


Il nuovo hub ferroviario viene descritto come “cuore” dello sviluppo dell’area: in termini di traffico merci atteso, occupazione e impatto ambientale, quali obiettivi quantitativi vi date e come pensate di monitorarne i risultati?

La Fondazione ha favorito l’incontro tra i diversi attori coinvolti, il confronto, lo sviluppo dell’idea di un polo innovativo. Poi la parola è passata a Rfi, che sta preparando l’avvio del cantiere per l’area riservata alla futura intermodalità, e al raggruppamento di  X – Change, realizzato da un gruppo di operatori con società capofila Valtidone Spa, il cui progetto è stato selezionato al termine di una gara pubblica. Il team di progettisti coinvolge The Blossom Avenue, Carlo Ratti Associati e Land, architetti e pianificatori, insieme ad altri specialisti a supporto sui temi logistica, trasporti, sostenibilità, real estate. La logistica delle merci copre circa 300.000 metri quadrati con oltre 15.000 dedicati ai servizi per gli autotrasportatori. Su circa 160.000 metri quadrati si sviluppa l’area destinata al polo dell’housing e a quello culturale, oltre a un campus universitario. Il tutto attraverso il recupero degli storici edifici che ospitavano le officine ferroviarie. Slala segue l’evoluzione del progetto ed è sempre disponibile a fornire consulenza se uno dei soci della Fondazione la richiede, ma il monitoraggio dei risultati spetta a chi gestirà le aree. Al momento dalla mia prospettiva non è possibile ancora quantificare il traffico merci perché dipende da diverse variabili legate all’attività dei porti di Genova e Savona e dall’evoluzione del sistema dei traffici internazionali.

La provincia vive una forte espansione di insediamenti logistici (da Tortona all’area di Spinetta Marengo, con piattaforme come quella in costruzione per Amazon): come si potrebbe evitare che la logistica si traduca solo in consumo di suolo e lavoro povero, e invece generi filiere di qualità e innovazione sul territorio?

Quello cui stiamo assistendo finora è lo sviluppo di poli logistici su aree a destinazione industriale e produttiva. Che finora su ampie superfici non si siano visti che campi coltivati, non vuol dire che quei terreni siano stati sottratti all’agricoltura. Semplicemente non ci sono state finora le condizioni di mercato e il conseguente interesse degli operatori privati. Basta vedere cosa sta accadendo nella zona D6 – D7 – D8 di Alessandria. Lo stabilimento di Amazon, ormai attivo da ben più di un anno, verrà affiancato da altre realtà come l’hub di Primark o quello di Pam. In queste settimane è stato aperto il cantiere dell’altro grande polo che sorgerà in zona San Michele, a poca distanza dal casello di Alessandria Ovest della A21. Quello che spetta alla pianificazione urbanistica è favorire uno sviluppo che si concentri su aree già infrastrutturate e in grado di fare da catalizzatrici per l’industria manifatturiera favorendo la crescita di filiere corte per ridurre traffico e dispersione di risorse. Una logistica diffusa, capace, su queste basi, di superare parte delle logiche seguite finora è la strada da percorrere, anche in termini di sostenibilità degli insediamenti che costituiscono l’elemento cardine anche per lo sfruttamento dell’energia da fotovoltaico che utilizza le ampie superfici dei capannoni.

Quali interventi ritenete davvero strategici nei prossimi cinque anni e quali rischiano, realisticamente, di rimanere sulla carta?

Dal casello di Predosa alla bretella Strevi – Acqui – Carcare e poi verso Albenga: è la prima cui penso, ma insieme anche ad altri progetti di sviluppo che coinvolgono il Basso Piemonte che è in grado di giocare, con la provincia di Asti, un ruolo cardine, come dimostra il costante interesse degli operatori privati. Rispetto al grado di realizzazione questo, come detto, non dipende da Slala.

Quali strumenti di governance e di trasparenza si possono rafforzare per coinvolgere meglio i Comuni, i cittadini e il mondo della formazione?

Siamo una Fondazione di partecipazione che svolge l’attività sotto l’egida e il controllo della Prefettura di Alessandria. Il confronto si svolge a livello di enti territoriali di governo (i Comuni, le Province e le Regioni), noi favoriamo i contatti, il dialogo tra parte pubblica e soci privati e mettiamo a disposizione la competenza dei nostri esperti a chi la chiede. Lo sviluppo successivo delle progettualità dipende dai protagonisti.

Sul nostro sito (www.slala.it) c’è tutto quanto facciamo, nella massima trasparenza.





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