In piazza Mentana, un tempo frequentata da bambini e persone tranquille, oggi invece la scena sembrava uscita da una cronaca distopica, un fermo immagine di quella trasformazione urbana che molti residenti definiscono senza mezzi termini un lento scivolamento verso il degrado.
Un carrello della spesa colmo di alcolici e bevande energetiche, “il mix preferito dai maranza”, come sbotta un passante esasperato, fa da emblema a un’umanità allo sbando mentre i gratta e vinci diventa simbolo di una disperazione che rincorre fortuna per mancanza di alternative reali, o per volontà di non cercarle, se non nelle scorciatoie della strada.
Tutto attorno aleggia la malinconia di una piazza che un tempo risuonava di voci infantili e ora ricorda più Pripjat nella zona di esclusione di Chernobyl, un luogo sospeso, abbandonato, attraversato da ombre che non appartengono più alla comunità.
Luce fioca con i led
A completare il quadro la nuova illuminazione cittadina,, celebrate con enfasi istituzionale ma bocciate dai passanti che le liquidano come “lumini da morto” incapaci di illuminare davvero e perfette, dicono, per avvolgere i balordi nell’oscurità che preferiscono.
Così piazza Mentana resta lì, ferma, metafora di una città che brilla poco e grida molto, mentre i residenti chiedono che qualcuno torni davvero a guardarla.
Vanni CENETTA



Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commenta per primo