- De.co anche per il Marocchino e il pollo alla Marengo
- Tanti piatti curiosi in provincia, ma poco o per nulla conosciuti
- Barosini: “Portiamo turisti e facciamo girare l’economia, valorizzando la tradizione”
Sarà difficile trovare ancora i gamberi di fiume per riprodurre fedelmente una ricetta secolare come il pollo alla Marengo, ma tant’è, l’impegno a farla conoscere e a ‘esportare’ il piatto nato dopo la battaglia napoleonica del 1800 c’è.
Perché pollo alla Marengo e il Marocchino – inteso come bevanda di caffetteria nata ad Alessandria dalla rivisitazione del bicerin torinese – sono le new entry dei prodotti tipici alessandrini che Palazzo Rosso si è prefissato di far conoscere a livello nazionale e oltre fregiandole della De.co.

Da mesi il Comune ha infatti inaugurato una campagna di rilancio delle Denominazioni Comunali di Origine per valorizzare i prodotti simbolo della cucina alessandrina, con tanto di disciplinari e un logo (creato da Denise Bistolfi), che accomuni quei luoghi che propongono i piatti iconici, in base alle ricette originali. Così Alessandria si riscopre più gustosa, dalla colazione alla cena.
Al progetto ci ha lavorato anche una commissione di esperti (Mauro Pigazzi – Ascom-Confcommercio, Manuela Ulandi – Confesercenti, Piercarlo Albertazzi – Slow Food, Luigi Bruni – esperto gastronomo, Beppe Sardi – esperto chef, Luciano Fenile – esperto) appositamente creata per validare i disciplinari e seguire da esperti tutte le fasi della gestione e promozione.
Sono già riconosciuti come De.Co. l’Agnolotto di Alessandria, il Salamino di Vacca della Fraschetta, la Focaccia Dolce e il Rabatón di Litta Parodi e la piccola pasticceria alessandrina.
Prendere i turisti per la gola
“Sono prodotti identitari di Alessandria che hanno riscosso un enorme successo e interesse agli eventi in cui li abbiamo proposti – risponde il vicesindaco Giovanni Barosini, nonché assessore al commercio e al marketing territoriale – I dati confermano un incremento del turismo legato all’enogastronomia: vogliamo valorizzare i prodotti tipici locali, difenderne l’originalità e farli conoscere a livello non solo regionale, ma anche nazionale”.
Social e food blogger coinvolte
Nel progetto di promozione delle De.co. alessandrine (laboratori, tour, campagne social, giornali) si è pensato anche di coinvolgere tre food e social blogger locali per pubblicizzare e raccontare i prodotti locali sui nuovi media, con un linguaggio giovane, per un pubblico senza capelli bianchi: Francesca Guglielmero – “Maccaroni Reflex”, Giulia Belletti – “Alessandria Mangia”, Anna Emanuela Sacchetto – “In Wine Opinion”.
A loro è stato chiesto di far conoscere focaccia, salamini, agnolotti e rabaon a chi, nuovo mandrogno, ne aveva sentito parlare e aumentare l’appeal su piatti che – alla prova d’assaggio – piacciono veramente a (quasi) tutti.
Abbiamo realizzato interviste, video, reel, post per diffondere maggiormente la conoscenza dei prodotti De.co oltre i confini comunali, spiega Anna Sacchetto, Quale ha ricevuto più apprezzamenti? Devo dire che la focaccia dolce è stata una variazione sul tema molto apprezzata. Sono stata anche colpita dalla grande risposta ricevuta dai rabaton”.
L’idea di chiamare professioniste della comunicazione digitale era quella di arrivare direttamente ad un pubblico più giovane: “Abbiamo toccato con mano la passione dei giovani cuochi dell’Enaip nella creazione degli agnolotti., così da tramandare la tradizione culinaria anche tra le nuove generazioni”.

Le De.co in provincia di Alessandria
Sono una ventina in provincia di Alessandria, tra quelle segnalate nei cataloghi ufficiali. Ma probabilmente ce ne sono molte di più, segno di una vastissima diversità gastronomica e culinaria che non varca a volte i confini dello stesso comune d’origine.
Come per le De.co alessandrine per le quali si sta facendo un innovativo lavoro di promozione, servirebbe un progetto per esportare la microcucina locale al di là dei Giovi e del Monferrato. I prodotti sono vari dai nomi curiosi:
Subrich e asparago di Masio, la Muletta di Serralunga di Crea, i ravioli di Francavilla Bisio ma anche quelli di Gavi. Alessandria risponde con la piccola pasticceria locale, la focaccia dolce, i salamini di vacca e i rabaton di Litta, gli agnolotti.
I ceci della Merella, il mais ottofile di Novi/Tortona, la grappa di Silvano d’Orba. E poi i pen di Oviglio, la “cacca del bambino” di Felizzano, le tagliatelle di Cremolino, la torta di Camino, gli zucchini di Rivalta Bormida, tirà ad Mirabè di Mirabello Monferrato. La mostarda di mele di Ponzano Monferrato e poi gli agnolotti nelle varianti di Casale, Felizzano e Pontestura.

L’evento-degustazione
“Il territorio provinciale è ricco di prodotti originali, interessanti e identitari, vale la pena unire le forze per promuoverli e ampliare così l’offerta – conclude Barosini – il ruolo del capoluogo è anche quello di aggregare e coordinare altri territori per mantenere le tradizioni e rendere più attrattiva un’area più vasta della provincia”.
Commissione, assessorato ed esperti sono già al lavoro per organizzare un evento-degustazione in cui riunire le De.co alessandrine. E chissà, in futuro, anche quelle di tutta la provincia.
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