Extracomiunitari si prendono a sassate, a rimetterci è un tassista

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Siamo tornati ancora una volta ai giardini della stazione di Alessandria, il “punto caldo” che abbiamo documentato ormai troppe volte. Questa volta non per raccontare l’ennesima aggressione o spaccio, ma per ascoltare direttamente chi ci lavora ogni giorno: i taxisti Marco e Federico.

La scintilla è stata una notizia che ci ha lasciati sconcertati: una violenta rissa tra extracomunitari ha danneggiato l’auto di Federico con un sanpietrino lanciato durante la colluttazione. Un episodio che non è un caso isolato, ma l’ennesimo segnale di un degrado che negli ultimi anni è peggiorato in maniera evidente proprio per la presenza costante di questi gruppi di extracomunitari (con o senza documenti??, aggiungiamo noi)

«Stavano litigando fra di loro, a un certo punto hanno lanciato un sanpietrino che ha centrato la macchina», racconta Federico mostrandoci i due buchi nella lamiera del suo taxi. «Questa pietra, se fosse finita in testa a qualcuno, a uno di noi, ad un passante, avrebbe potuto fare davvero male! Ha bucato da parte a parte una lamiera, quindi immaginate il danno che avrebbe potuto fare se fosse finita addosso ad una persona». E non è finita lì: durante la stessa zuffa sono stati usati dei bastoni ed uno spray al peperoncino, con uno dei balordi extracomunitari finito con la faccia gonfia e tumefatta.

Le forze dell’ordine sono intervenute troppo tardi: come ci confermano i due taxisti, gli extracomunitari coinvolti sono scappati prima di essere identificati. Solo due degli energumeni sono stati fermati nei bagni della stazione, ma dopo poco rilasciati. «Sono spariti prima», dicono o testimoni. E nei giorni successivi nessuno si è più visto: evidentemente hanno capito che la cosa stava uscendo sui media. Peccato che, come sottolineano Marco e Federico, «succede sovente». Risse e bottiglie lanciate sono ormai tutte cose normali tra gli extracomunitari che frequentano stabilmente i giardini.

Il problema non è nuovo. «Negli ultimi due anni è peggiorata la situazione», spiegano i taxisti. «L’Alessandria è una città piccola, però è peggiorata. Anche negli anni passati ogni tanto succedevano queste cose… ma ultimamente la situazione è peggiorata. Questa cosa inizia a coinvolgere noi e le nostre macchine». Un anno e mezzo fa un’altra auto di un collega è stata colpita, vetro rotto. Oggi tocca a Federico. E chi paga i danni alla vettura? «Io, nessuno mi rimborsa. Li pago io e basta», risponde Federico sconsolato. Nessuna assicurazione copre il danno causato dalla violenza di questi extracomunitari fuori controllo.

Intanto la gente comune ha imparato a evitarli. I clienti dei taxi vengono caricati quasi tutti dall’altro lato della stazione proprio per non passare dai giardini. Al pomeriggio tantissime ragazze, invece di attraversare l’area verde, preferiscono rischiare in mezzo a Viale della Repubblica, sulla strada. «Tante ragazze attraversano in mezzo alla strada». Qualche studente al mattino, ma poi il vuoto: nessuno vuole più passare in un luogo che è diventato sinonimo di insicurezza.

Marco e Federico, con la loro coraggiosa testimonianza, hanno messo il dito nella piaga. Non sono loro i preposti alla sicurezza, né i passanti. Eppure ci vivono dentro tutto il giorno, con 15-16 auto in sosta costante ai margini di quest’area.

Federico, alla fine dell’intervista, ha lasciato una chiosa semplice ma forte: «Speriamo che le cose cambiano». Lo speriamo anche noi. Perché Alessandria non può più accettare che i giardini della stazione diventino terra di nessuno, teatro di risse tra extracomunitari che danneggiano auto, spaventano cittadini e rendono invivibile un pezzo della città. È ora di dire basta.


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