Alessandria, sabato 7 marzo 2026. Sotto il ponte Forlanini, sul lato dei depuratori, sono stati recentemente avviati e proseguono lavori di taglio e rimozione della vegetazione lungo l’area fluviale da parte dell’Aipo.
La zona appare oggi completamente ripulita, in modo simile a quanto avvenuto alcuni anni fa quando sul posto erano stati documentati interventi analoghi insieme ad alcuni attivisti locali.
Si tratta di operazioni che rientrano nella normale manutenzione del territorio e che risultano fondamentali per la sicurezza, poiché la presenza di piante, tronchi e ramaglie lungo i corsi d’acqua può trasformarsi in un potenziale pericolo soprattutto nei periodi di piena.
I fiumi, infatti, in determinate stagioni dell’anno possono diventare particolarmente insidiosi e l’accumulo di vegetazione può contribuire ad aggravare i danni causati dall’acqua.
Accanto a questo intervento positivo, tuttavia, emerge con forza anche un’altra realtà ben meno confortante.
Nella stessa area sono visibili numerosi rifiuti abbandonati, segni evidenti di un fenomeno di inciviltà che continua a colpire zone poco frequentate del territorio.
Tra i materiali scaricati illegalmente si trova di tutto, segno che il luogo è stato probabilmente utilizzato più volte come discarica abusiva.
Il problema solleva interrogativi anche sul tema della vigilanza ambientale in città.
In passato esisteva un corpo dedicato, quello dei vigili o ispettori ambientali, mentre oggi non è chiaro chi abbia il compito specifico di controllare e contrastare questi comportamenti.
Secondo molti cittadini si tratta di un’attività ormai indispensabile, perché in diversi punti del territorio urbano e periurbano si continuano a trovare tracce di abbandoni e degrado.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge anche la questione del ritiro dei rifiuti ingombranti, servizio gestito da AMAG Ambiente e pensato proprio per permettere ai cittadini di smaltire oggetti inutilizzati in modo corretto.
Negli ultimi tempi, però, si registrano attese molto lunghe per il ritiro, con tempi che arrivano anche a un mese o un mese e mezzo.
Ritardi di questo tipo rischiano di trasformarsi in un ulteriore incentivo all’abbandono illegale dei rifiuti.
Da qui la richiesta, sempre più frequente, di strumenti di controllo più efficaci come fototrappole o altre forme di monitoraggio del territorio, affinché situazioni come quella osservata sotto il ponte Forlanini non continuino a ripetersi.
Tra interventi di manutenzione e segni persistenti di degrado, l’area fluviale alessandrina resta dunque un luogo che testimonia da un lato l’importanza della cura del territorio e dall’altro la necessità di rafforzare il senso civico e i controlli ambientali.
Vanni CENETTA
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