La malattia cronica che la sanità alessandrina non riesce a curare è la carenza di personale

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

infermiera sanità stress ospedale salute
Photo by Cedric Fauntleroy on Pexels.com

In provincia di Alessandria la sanità pubblica va avanti con la coperta sempre più corta, e la cosa tragica è che ormai lo ammettono tutti, anche chi dovrebbe governarla. Da un lato ASL AL e Azienda Ospedaliera riconoscono la “effettiva carenza di personale di ogni profilo sanitario‑tecnico‑amministrativo”; dall’altro si continua a parlare di tavoli tecnici, incontri programmati e percorsi di confronto mentre nei reparti si lavora stabilmente sotto organico e i servizi arrancano.

CISL FP, UIL FP e Nursind rivendicano il proprio ruolo di “sindacato responsabile” che sceglie il dialogo al posto delle “guerre senza fine”. Ma il punto politico è un altro: da anni la carenza di personale è strutturale, non un’emergenza improvvisa, e il sistema continua a reggersi su straordinari, spostamenti interni e un uso sempre più massiccio degli Oss per coprire buchi che dovrebbero essere riempiti da assunzioni vere. Parlare di “modulazione delle reciproche proposte” fa un bell’effetto nei comunicati, molto meno nelle corsie, dove la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini è già oggi appesa alla buona volontà degli stessi operatori sanitari.

Che i tavoli tecnici siano “già attivi” in Azienda Ospedaliera e “in programmazione” in ASL AL dice tutto sulla velocità con cui si affronta una crisi che, a livello nazionale, rischia di lasciare interi pronto soccorso con meno della metà dei medici necessari e migliaia di infermieri mancanti entro pochi anni. Intanto, sul territorio, le liste d’attesa si allungano, i carichi di lavoro aumentano e il personale invecchia, mentre chi alza la voce viene accusato di voler fare “guerra” invece che dialogo.

La domanda, allora, è scomoda ma inevitabile: quante altre “dichiarazioni di responsabilità” dovremo leggere prima che qualcuno ammetta che senza un piano straordinario di assunzioni, investimenti e scelte politiche nette, qui non è in gioco lo stile del sindacato, ma la tenuta stessa della sanità pubblica?


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Informazioni su La Pulce nell'Orecchio 3813 Articoli
La Pulce nell'Orecchio

Commenta per primo

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.