Proprio in fondo a via De Gasperi, esattamente di fronte al magazzino comunale, tra i numeri civici 57 e 59 e oltre, si sta verificando una situazione che ha del paradossale. Più che una semplice scelta urbanistica, ciò che appare davanti agli occhi dei residenti sembra assumere i contorni di un clamoroso errore di pianificazione, se non addirittura di una decisione sconsiderata.
In quel tratto di strada sono stati infatti collocati numerosi “panettoni” di cemento e paletti dissuasori. Il problema non è tanto la loro presenza, quanto DOVE sono stati posizionati. I blocchi impediscono infatti l’accesso agli scivoli che dalla carreggiata di via De Gasperi dovrebbero consentire di salire sul marciapiede e raggiungere la zona pedonale.
Ma non è tutto. Anche sull’ampio marciapiede sono stati sistemati altri panettoni e paletti dissuasori, creando di fatto una barriera che rende impossibile l’accesso a mezzi che, in caso di necessità, dovrebbero poter intervenire rapidamente: ambulanze, vigili del fuoco, forze dell’ordine o veicoli per il trasporto di persone con disabilità.
Il risultato è semplice quanto inquietante: quel gruppo di abitazioni che si affaccia su quel tratto di marciapiede rischia di diventare difficilmente raggiungibile proprio quando l’accesso sarebbe più urgente.
La situazione diventa ancora più assurda se si osserva un dettaglio che sfiora il grottesco. I panettoni sono stati collocati proprio in corrispondenza dello scivolo collegato alle strisce pedonali. In altre parole: si attraversa la strada sulle strisce e poi… non si può salire sul marciapiede. Per una persona in carrozzina, per esempio, l’accesso diventa semplicemente impossibile.
A questo punto la domanda è inevitabile: qual è il senso di una scelta del genere?
Quale logica urbanistica giustifica un intervento che sembra progettato più per ostacolare che per facilitare la vita quotidiana dei cittadini?
I residenti chiedono una spiegazione chiara. Perché ciò che oggi si vede in fondo a via De Gasperi non appare come un intervento di ordine urbano, ma piuttosto come un caso emblematico di burocrazia che perde il contatto con la realtà delle persone.
Qualcuno, dalle istituzioni competenti, intende dare una risposta?

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