“Ritrovare se stessi davanti allo specchio”: il racconto di un alessandrino volato in Turchia per curare calvizie e delusioni

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

Marcello Rossi ora vuole aiutare altri calvi a ritrovare il sorriso (e i capelli)

Ritornare dal barbiere, dopo anni, può sembrare una banalità. Ma per Marcello Rossi, 34 anni, alessandrino, è stato invece il simbolo di una nuova vita. Davanti allo specchio si è rivisto come non accadeva da tempo — con un taglio fresco e, soprattutto, con i propri capelli.

Una battaglia lunga dieci anni, iniziata intorno ai 24, quando le prime stempiature sembravano un dettaglio di poco conto. “Mio padre e mio nonno sono pieni di capelli, ma poi ho scoperto che l’alopecia è genetica principalmente da parte di madre”, racconta. La consapevolezza però non bastava a placare il disagio di un giovane che si guardava allo specchio senza più riconoscersi. Familiari e conoscenti cercavano di consolarlo, ma — dice — “se non stai bene con te stesso è tutto inutile, minimizzare il problema sortisce l’effetto opposto”.

Come tanti, Marcello si era informato su trapianti all’estero, in Turchia o Albania. La diffidenza, però, aveva sempre prevalso, “Senza una reale ragione” – dice ora.

Finché la situazione non è precipitata: “Quando la calvizie è arrivata al grado 5 su 7 sulla scala Norwood, è iniziato il dramma, anche l’effetto rasato era scomparso dalla testa lasciando un boccione pelato”.

I tentativi locali non avevano aiutato: “Mi rivolsi a un centro per il trattamento della calvizie sito in centro ad Alessandria, ma quando scoprii che proponevano di indossare un parrucchino, rinominato “patch cutanea” perché fa più figo, rimasi deluso. Per vendere il loro “rimedio” alla calvizie, inoltre, fecero un gran terrorismo sull’utilizzo di molecole sicure ed efficaci come la finasteride ed il minoxidil, che uso tutt’ora in lozione, che uso con ottimi risultati e senza effetti collaterali. Insomma, mi dissero che l’unica soluzione era mettersi il parrucchino, ma io non ho mai preso in considerazione una roba del genere”.

Nel 2023 decide quindi di affidarsi a una clinica di Milano per un trapianto autologo, ma l’intervento fallisce. “Fu un disastro, tanto che il tribunale ha condannato la struttura a risarcirmi 10 mila euro”. Una ferita non solo estetica, ma psicologica.

“Sentirsi deturpati sul proprio volto è devastante”

Poi, la svolta. Marcello contatta un centro specializzato di Istanbul, non una delle grandi “fabbriche di trapianti” che operano a catena, ma una clinica che segue un solo paziente al giorno. “I medici parlavano italiano, mi hanno accompagnato passo passo, dal primo consulto in videochiamata, al post operatorio. Ero spaventato, ma mi sono fidato. Denis, il direttore della clinica, mi ha trasmesso da subito tanta fiducia, ed era davvero quello di cui avevo bisogno”.

Nel febbraio 2025 vola in Turchia. Dopo l’intervento, una routine rigorosa: spray ogni tre ore, stop a fumo e alcol ( “già non avevo quei vizi”), niente sforzi per un mese. “Ci vogliono pazienza e fiducia. I primi risultati si vedono dopo mesi, troppi mesi, a tal punto da far vacillare le sue speranze. Nel mio caso, cinque (di solito sono tre): in poche settimane, però, i capelli sono letteralmente ‘esplosi’ ”.

La rinascita (e la ricrescita)

Oggi, a un anno di distanza, Marcello è più che soddisfatto. “Ho ritrovato la fiducia in me stesso, l’intervento in Turchia mi ha cambiato la vita”. Ora usa una soluzione galenica ad uso topico per il mantenimento e segue indicazioni cliniche per limitare il cosiddetto “testosterone cattivo” (DHT), responsabile della caduta, e trattare il cuoio capelluto.

“Racconto la mia storia senza vergogna”, dice sorridendo, “per incoraggiare chi vive lo stesso disagio e deve ancora trovare il coraggio di agire. Adesso vorrei aiutarli a scegliere la clinica giusta e accompagnarli passo dopo passo, come hanno fatto con me. Ci metto la faccia, anzi, la testa”.


Per chi volesse contattarlo, Marcello è disponibile a rispondere a tutte le vostre domande all’indirizzo marc-rossi.al@protonmail.com o al numero 366 235 2411.


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Informazioni su La Pulce nell'Orecchio 3806 Articoli
La Pulce nell'Orecchio

Commenta per primo

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.