Ponte Tiziano: quasi due anni di chiusura e degrado visibile, cresce la protesta dei cittadini

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A oltre un anno e mezzo dalla chiusura, il Ponte Tiziano di Alessandria resta fermo in una situazione di stallo che sempre più cittadini faticano a comprendere.

La struttura è chiusa dal 15 agosto 2024, dopo il tragico incidente in cui un’auto precipitò nel Tanaro causando la morte del camionista romeno Constantin Agache, 40 anni, e il grave ferimento della donna che viaggiava con lui.

Oggi il ponte si presenta con erbacce, fogliame e sporcizia accumulata lungo le aree interdette.

Le carreggiate restano delimitate da pesanti jersey di cemento da circa 2.500 chilogrammi, appoggiati su una struttura che in passato aveva già subito limitazioni per il passaggio dei mezzi più pesanti.

Non è la prima criticità nella storia del ponte.

Nel 2007 un incendio in un cunicolo sottostante aveva già compromesso parte della struttura, aprendo la strada a discussioni su interventi più profondi di recupero.

Tuttavia, negli ultimi mesi non si sono registrati passi concreti.

Nel luglio 2025 il quotidiano La Stampa riferiva di lavori fermi per mancanza di fondi, in attesa di possibili finanziamenti statali.

Nel frattempo si sono susseguite interpellanze comunali e richieste di intervento al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma senza sviluppi visibili.Resta aperto anche il nodo del passaggio pedonale e ciclabile: danneggiato soltanto nel punto dell’incidente, avrebbe potuto essere riattivato con interventi relativamente rapidi.

Eppure una parte del percorso resta ancora oggi inaccessibile. Intanto il tempo passa e il degrado avanza: cancellate che iniziano a mostrare segni di ruggine, vegetazione che invade gli spazi chiusi e una struttura che continua ad attendere risposte. Il timore di molti è che quella che doveva essere una soluzione temporanea finisca per diventare definitiva.

E la domanda che sempre più cittadini si pongono è semplice: quanto tempo dovrà ancora passare prima di vedere un intervento concreto?

Vanni CENETTA


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