Giovanni Ventorino, a 9 anni è già una promessa dei kart. Sulle orme di mamma Anna

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Mamma e figlio, stesso cognome sulla tuta e lo stesso sguardo ostinato dietro il casco: la storia di Anna Ventorino e di suo figlio Giovanni è una piccola epopea familiare fatta di benzina, gomme calde e domeniche passate tra box e paddock.

Anna, la mamma che corre

Anna Ventorino non è “solo” una mamma ai box: è una pilota vera, abituata a sfidare il cronometro nelle competizioni in salita, sugli sterrati ghiacciati e nei trofei in circuito.
Ha vinto tra le donne, si è fatta rispettare nelle categorie due ruote motrici e ha portato in gara vetture tutt’altro che tranquille, dalla Triumph Dolomite Sprint alla Renault Clio Rally5, passando per le sfide sul ghiaccio.

Per Anna, la pista è una scuola di carattere: qui non basta avere talento: servono disciplina, attenzione ai dettagli, capacità di reggere la pressione e di rialzarsi dopo un errore.
Sono gli stessi valori che porta a casa, trasformando la passione per i motori in una lezione quotidiana per il figlio, senza mai dimenticare che prima del risultato viene la sicurezza (e i risultati a scuola, perché se non ha tutti voti ottimi, addio pista).

Giovanni, 9 anni e già “uomo da gara”

Giovanni Ventorino ha nove anni e un kart che per lui è molto più di un gioco: è il primo vero strumento con cui misurarsi con se stesso. “Tutto è iniziato per caso quando aveva 5 anni – racconta la mamma – il mondo dei kart non lo conoscevamo ancora… Sulla pista di Ronco Scrivia si innamorò dello sport e da allora è sempre in pista”.

Da martedì a domenica tra allenamenti sull’asfalto e in palestra, prove e gare: “E’ stato un cambio radicale della mia vita, ma ci siamo organizzati con il lavoro e con la scuola”. Giovanni frequenta una scuola privata che gli permette di preparare il programma della settimana e non rimanere indietro con gli studi, obiettivo primario per la sua crescita.

Corre nella categoria MINI, tra i giovanissimi che a ogni manche limano centesimi al giro, imparano le traiettorie, rispettano le bandiere e ascoltano i consigli dei tecnici come fossero oro.

Nelle classifiche il suo nome ha già iniziato a farsi notare, con tempi sul giro in costante miglioramento e risultati che raccontano un bambino che non si limita a “girare”, ma che sta studiando il mestiere.
Il casco sembra grande, il corpo ancora piccolo nel sedile, ma appena si spegne il semaforo la differenza tra “bambino” e “pilota” si riduce a una sola parola: concentrazione.

Un paddock che è anche casa

La vita della famiglia Ventorino scorre tra volanti, cronometraggi e trasferte, ma il paddock non è solo un luogo di lavoro: è una vera comunità.
Anna conosce bene quell’ambiente: l’ha vissuto in prima persona, ma su altre vetture.
Così, quando accompagna Giovanni in griglia, non è solo una madre che incoraggia il figlio, ma una collega che parla la stessa lingua: quella delle gomme fredde, dei freni da scaldare, della linea giusta da tenere alla prima curva.

Il doppio ruolo: genitore e pilota

Essere allo stesso tempo pilota e genitore significa vivere due tensioni diverse nello stesso istante.
Da una parte c’è la voglia di vedere Giovanni crescere, migliorarsi, mettersi alla prova; dall’altra la consapevolezza di quanto il motorsport possa essere impegnativo, duro, a volte spietato nei risultati.

Anna, però, ha un vantaggio: conosce dall’interno il valore formativo delle corse.
Sa che dietro ogni giro lanciato c’è una lezione: il rispetto delle regole, l’importanza del lavoro di squadra, la capacità di affrontare una sconfitta senza cercare scuse e una vittoria senza esaltarsi troppo.

Una storia di futuro

Quella di Anna e Giovanni Ventorino è, prima di tutto, una storia di futuro.
Il futuro di una donna che continua a ritagliarsi spazio in un mondo ancora molto maschile, dimostrando che il talento non ha genere, e il futuro di un bambino che cresce guardando un volante non come un traguardo, ma come un punto di partenza.

Con un grande sogno per il suo Giovanni che si sta costruendo a suon di risultati e di sacrifici: arrivare un giorno in Formula Uno.


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