OLTRE I 2MILIONI E 700 MILA EURO DELL’APPALTO, INVESTIMENTI STRUTTURALI PER ALMENO 1 MILIONE E 200MILA EURO. ABONANTE E MAZZONI: “CHIUSA PER SEMPRE UNA PAGINA DISASTROSA DELLA NOSTRA CITTÀ“
Il Comune festeggia, ma sui cimiteri di Alessandria c’è poco da essere orgogliosi.
Dopo anni di incuria e un appalto “disastroso” – definito così non dall’opposizione, ma dallo stesso Sindaco – oggi si presenta come un successo ciò che, in qualunque città normale, sarebbe il minimo sindacale: garantire che i cimiteri siano sicuri e decorosi.

Un appalto milionario dopo un fallimento quasi annunciato
Il Comune ha affidato la gestione dei servizi cimiteriali urbani e dei sobborghi alla Berlor General Contractor S.r.l., prima classificata in gara con 86,68 punti.
L’appalto vale 1.909.340,10 euro, oltre IVA, fino a dicembre 2028, prorogabile fino al 2030: un affare non da poco, considerando che il precedente contratto è stato risolto per “gravi inadempienze” del concessionario, cioè per un fallimento partito proprio dai controllori, cioè dall’amministrazione pubblica alessandrina.
Il quadro economico complessivo arriva a 2,7 milioni di euro, con un ribasso del 12,49% che genera “economie” di circa 600 mila euro destinate alla manutenzione straordinaria.
Tradotto: per recuperare anni di incuria si spendono milioni per per rimettere in sicurezza amianto, coperture e strutture pericolanti.
“Grazie agli uffici”: ma chi paga gli errori?
Sindaco e Assessore ringraziano gli uffici comunali “per aver lavorato molto bene” nella transizione tra i due appalti e per aver supportato la revoca del vecchio contratto del 2022, chiudendo “una pagina disastrosa della nostra Città”.
Peccato che quella pagina disastrosa non sia piovuta dal cielo: qualcuno ha firmato quell’appalto, qualcuno avrebbe dovuto controllare, qualcuno avrebbe dovuto intervenire prima che i cimiteri scivolassero in condizioni indegne per i cittadini e irrispettose per i defunti.
Mentre si celebrano i nuovi affidamenti, il dato politico rimane intatto: per due anni cinque sepolcreti sono rimasti in stato precario e si è dovuto arrivare al 1° luglio 2025 perché il Comune iniziasse a investire “almeno 650 mila euro” per mettere in sicurezza strutture che non sarebbero mai dovute arrivare a questo livello di degrado.

Berlor ovunque: è davvero una scelta prudente?
La Berlor non è un nome nuovo nel mondo dei cimiteri: gestisce già quelli a Nizza Monferrato, Ivrea, Genova, Racconigi e Rho.
Che un operatore specializzato si aggiudichi un appalto non è di per sé uno scandalo; ma quando la stessa azienda si ritrova a gestire cimiteri in mezza Italia, la domanda scomoda è: il Comune ha la forza tecnica e politica di controllare un soggetto così strutturato, dopo aver già dimostrato lacune clamorose nel vigilare sul precedente concessionario?
Si sbandiera il ribasso del 12,49% come un successo; in realtà, ogni percentuale di sconto in più è un potenziale margine in meno per il servizio: se i conti sono troppo tirati, il rischio è di tornare fra qualche anno a parlare di “gravi inadempienze”. Ma intanto l’appalto è prorogabile fino al 2030, come se Alessandria non avesse già imparato quanto può essere costoso restare incastrati in un contratto sbagliato.
“Restituire dignità”
Il Sindaco Giorgio Abonante e l’Assessore Enrico Mazzoni rivendicano di aver “intrapreso la strada giusta” per riportare tutti e 14 i cimiteri alla dignità che meritano.
Ma ogni volta che si ripete la parola “dignità” sui cimiteri si ricorda implicitamente che questa dignità è stata tolta per anni, mentre famiglie e cittadini segnalavano problemi che solo ora vengono affrontati con cifre a sei zeri.
Rimuovere amianto, mettere in sicurezza coppi pericolanti, sistemare vialetti e muri perimetrali non è un atto rivoluzionario: è il minimo che ci si aspetta da un Comune che rispetta i luoghi dove riposano i propri morti.
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