Viaggio tra i senza dimora di Alessandria in via Vecchia dei Bagliani

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Una segnalazione arrivata a Svegliati Alessandria e La Pulce nell’Orecchio ci ha condotti, sabato 24 gennaio 2026, lungo via Vecchia dei Bagliani, sulla sponda destra del Tanaro, a pochi passi dalla Canottieri, dove è stata individuata l’ennesima abitazione di fortuna.
Fin dai primi passi tra sterpaglie e rifiuti sparsi, il luogo restituisce i segni inequivocabili di una presenza umana: scarpe, lattine, resti di vita trascorsa in silenzio, fino a raggiungere un piccolo anfratto nascosto sotto la riva.
Qui, tra un odore pungente e l’acqua piovana che ha ormai inumidito la zona, emergono coperte marce, vestiti abbandonati, uno zaino che nessuno ha avuto il coraggio di toccare, una tenda da campeggio come riparo di fortuna e una ringhiera trasformata in supporto per un giaciglio improvvisato.
Nessun abitante, nessuna voce, solo il vuoto lasciato da chi, probabilmente a causa del maltempo, del freddo e dell’umidità, ha temporaneamente abbandonato quel rifugio di emergenza.

Freddo e solitudine

Le immagini parlano da sole: un angolo di marginalità estrema consumato dal freddo di fine gennaio, una testimonianza cruda delle difficoltà che colpiscono tante persone, spesso immigrati clandestini ma sempre più anche italiani schiacciati da condizioni economiche critiche.
A fronte delle istituzioni preposte all’accoglienza, restano evidenti le lacune di un sistema che non riesce a raggiungere chi vive ai margini, sotto i ponti, tra le rive, nel gelo insomma ovunque.
Oltre al dramma umano, si pone anche una questione di sicurezza pubblica: chi vive in simili condizioni può essere una persona tranquilla o, in casi estremi, qualcuno allo stremo, potenzialmente imprevedibile per chi percorre la zona per una passeggiata o una corsa lungo il fiume. Concludiamo questo sopralluogo lasciando ai lettori le proprie considerazioni, mentre noi ci limitiamo a riportare ciò che abbiamo visto, senza filtri, consapevoli che la realtà mostrata sulla riva destra del fiume Tanaro non è un’eccezione ma uno dei volti più dolorosi della povertà urbana.

Vanni CENETTA


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