In fondo a Corso IV Novembre basta svoltare l’angolo per entrare nel buio fitto del parco Villa Oreste, un’area verde che di notte si trasforma in un labirinto di ombre segnalato da molti cittadini come impraticabile: mentre la strada resta illuminata a intermittenza tra siepi e lampioni mancanti, il percorso verso via Filzi sprofonda in un’oscurità totale che rende invisibili panchine e giochi per bambini, trasformandoli — secondo le testimonianze raccolte — in luoghi di ritrovo per gruppi rumorosi e comportamenti molesti, tra abuso di alcol e schiamazzi.
Il bagliore del flash rivela appena sagome inquietanti, un’atmosfera che scoraggerebbe chiunque, soprattutto donne e anziani, costretti dopo le 21 a scegliere giri più lunghi pur di evitare quest’area dove il senso di insicurezza è palpabile e dove perfino le vie limitrofe alla chiesa non offrono maggiore conforto.
Mentre la comunità continua a segnalare disagi e timori, resta aperta la domanda più urgente: quanto ancora si può lasciare che un parco pubblico venga lasciato al buio prima che qualcuno riaccenda la luce — letteralmente e simbolicamente — sulla sicurezza dei cittadini?
Vanni CENETTA
Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commenta per primo