Clinica Patria, cancello spalancato e sicurezza zero: il 2026 inizia nel segno dell’incuria

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È da poco passata la mezzanotte del primo gennaio quando il primo servizio dell’anno porta davanti alla Clinica Patria di via Pacinotti una scena che lascia poco spazio alle interpretazioni, il cancello d’ingresso è completamente aperto anche nelle ore notturne e chiunque, con qualsiasi intenzione, può accedere liberamente al cortile interno della struttura.
Un problema di sicurezza già segnalato nei giorni scorsi e mai risolto, che trasforma un’area sanitaria in un territorio di nessuno, nonostante la presenza di telecamere e di un cartello che indica la videosorveglianza, della cui reale operatività resta il dubbio.
La sensazione è quella di un luogo che nelle ore notturne è praticamente abbandonato a sé stesso, dove basta spingere un cancello per entrare indisturbati, con il rischio concreto che qualcuno possa approfittarne per bivacchi notturni, bagordi, bevute e chissà cos’altro, all’interno di un giardino peraltro gradevole ma completamente privo di controllo.
Per educazione il cancello viene accostato dal nostro inviato prima di andare via, solo per farlo sembrare chiuso, ma il problema resta intatto e urgente, perché qui non è in gioco solo il decoro, bensì la sicurezza di un’intera struttura sanitaria.
Questa circostanza si innesta in qualche modo in un percorso di abbandono e di depotenziamento della struttura della Sanità Pubblica che è finalizzato a demolirla fino a renderla poco funzionale per i cittadini a favore di una Sanità Privata. Insomma uno sperpero di denaro pubblico che si somma ad uno spreco intenzionale che ormai è diventato evidente a tutti.
Così Alessandria inaugura il 2026 con l’ennesima denuncia di incuria, mentre gli auguri di buon anno si scontrano con una realtà in cui di buono, ancora una volta, c’è ben poco.

Vanni CENETTA


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