Il bisogno di odiare i runner

Batti e ribatti, con questo clima di caccia alle streghe e con la tigre della paura che avanza ogni giorno di più,anche nella patria di Dorando Pietro, dei fratelli Damilano e dell’alessandrina Valeria Straneo siamo riusciti a criminalizzare i podisti, quali novelli untori del XXI secolo.

Restrizione dopo restrizione adesso una sgambata all’aperto lontano dalla propria abitazione può costare una denuncia da parte degli odp.

Neppure la caratteristica di questo sport/hobby, svolto generalmente in modo solitario, l’hanno salvato dalla mannaia delle restrizione, dei divieti che, giorno dopo giorno,sono diventati sempre più stringenti per la popolazione italiana. Eppure i runner hanno ragioni che sono facilmente condivisibili in quanto l’attività fisica è dettata spesso da ragioni di salute, ma anche da beneficio psicologico e sostegno personale e dalla consapevolezza che l’attività fisica, soprattutto all’aria aperta, rappresenta una efficace modalità di prevenzione e di tenuta della propria salute e quindi di conseguenza un beneficio sociale. Lo scienziato italiano Stefano Montanari ma anche il dr.Di Bella e molti altri sottolineano come la vitamina D e D3 siano molto importanti per la prevenzione e per rafforzamento dell’organismo soprattutto contro le insidie di questo virus.

L’ esposizione al sole, attraverso l’attività fisica e sportiva, rappresenta una fonte importante e preziosa sia di vitamina D che come elemento essenziale per il processo di fissazione nel nostro organismo della vitamina stessa e il cui apporto non dovrebbe mancare ad ogni organismo umano a salvaguardia della propria salute.

Curiosamente nonostante la legge consenta l’attività all’aperto il tribunale dei social ,al contrario, è spietato nel dare una faccia, un nome,un colpevole qualsiasi da odiare profondamente:in questo momento è toccato ai podisti, come ieri ai ciclisti e prima ancora ai pedoni.

Correre perciò è diventata una azione da criminale, da punire severamente e da stigmatizzare.

Alcuni sindaci hanno posto della restrizione molto severe ai poveri podisti utilizzando addirittura per il controllo del territorio dei droni.

Verrebbe da chiedersi: come abbiamo fatto arrivare fino a questo punto!!!

Luigi Manzini