Senza tutele, mal pagati e in crisi: sono i lavoratori dello spettacolo

Il mondo dello spettacolo al tempo del coronavirus

Attori, impresari, cantanti, organizzatori di fiere ed eventi. Il settore della cultura e dello spettacolo (anche le biblioteche e i musei sono chiusi) teme di non poter tornare presto ala normalità, proprio perché la loro attività non si uò fare a distanza. O meglio, “Non possiamo mica diventare tutti Youtuber”, aveva commentato Monica Massone di Quizzy TEatro, per sintetizzare che se molti lavori possono essere svolti da casa con un pc e un telefono collegato a internet, il teatro “è carne, è vita”.

Così un gruppo di operatori dello spettacolo piemontese si è riunito in un coordinamento regionale per stilare un piano d’azione collettivo e condiviso “per uscire da quella invisibilità”.

Ancora una volta lo abbiamo constatato sulla nostra pelle a partire dal 24 febbraio scorso, quando è stata sospesa per decreto qualsiasi “manifestazione e iniziativa che comporti l’afflusso di pubblico”. Da quel giorno ci siamo ritrovati in migliaia senza reddito, senza la possibilità di far fronte alla quotidianità, senza nessuna prospettiva di attraversare dignitosamente questo momento di emergenza; un’emergenza per noi cronica che si è semplicemente acuita e che subito si è trasformata in profonda crisi. La maggior parte delle lavoratrici e dei lavoratori del settore si appoggia a grandi cooperative di categoria, con contratti a intermittenza dello spettacolo, i quali non garantiscono ferie, permessi, malattia ed infortunio.

Molti sono lavorati a partita IVA, come tanti atri le cui condizioni sono ben note e di certo ancor meno tutelate, altri ancora fanno parte di piccole imprese, come i service o le agenzie di booking.

Comparto fragile e precario
Lavoratori dello spettacolo Regione Piemonte e ADL CoBas Author

La sfortunata contingenza di questa crisi deve essere il punto di non ritorno per immaginare, elaborare e costruire un nuovo modello per il comparto lavorativo del mondo dello spettacolo, dell’intrattenimento, dell’arte e della cultura. Un modello nuovo che abbia al centro la dignità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici. Crediamo che sia il momento giusto per imporre sull’agenda pubblica questa problematica che, grazie alla nostra mobilitazione, vogliamo trasformare in una proposta e in una piattaforma di rivendicazione….

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