Vendemmia 2022 in anticipo: uva asciutta e costi alle stelle

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vendemmia uva vigna

Il caldo ha anticipato anche di più la vendemmia 2022 che si preannuncia in certe zone molto complicata per quantità e gradazione alcolica. “I grappoli sono presenti, ma l’uva è asciutta e non sviluppa, il che porterà probabilmente ad un grado zuccherino (poi alcolico) elevato”, commentano dalla Cia Alessandria

«I millimetri di pioggia caduti nello scorso fine settimana hanno dato un piccolo sollievo alle viti, ma i grappoli comunque presentano acini più piccoli della norma e l’attuale fase fenologica di invaiatura si presenta molto difforme con piante che hanno i grappoli completamente colorati ed altre in cui il processo è al 50-60 %. Speriamo nell’arrivo di qualche pioggia che consenta alla vite di vegetare bene e che abbassi la temperatura nelle ore notturne per permettere alle viti di completare adeguatamente la maturazione delle uve».

Fabrizio Bullano, responsabile tecnico Cia Alessandria

Decisamente in anticipo rispetto agli anni scorsi, è partita oggi dalle zone di Casale e Acqui, la vendemmia 2022 anche in provincia di Alessandria: i primi grappoli ad essere staccati sono quelli delle uve base spumante, varietà Pinot e Chardonnay Alta Langa. Si proseguirà poi, a fine agosto, con le uve Moscato, Cortese, Timorasso, Arneis e, successivamente, Dolcetto, Nebbiolo, Grignolino e Barbera.

Da una prima stima, con siccità e caldo oltre i 40 gradi, Coldiretti Alessandria calcola un taglio della produzione sino al 20%, a seconda delle zone. Si attende comunque un’annata di buona qualità, anche se l’andamento della raccolta sarà influenzato molto dal resto del mese di agosto e da quello di settembre per confermare le previsioni anche sul piano quantitativo.

La provincia di Alessandria vanta 12 Doc e 7 Docg, il comparto vitivinicolo alessandrino conta 10.669 ettari di superficie vitata per una produzione di 983.676 quintali nel 2021 e 591.633 ettolitri prodotti, mentre la produzione di uva da tavola è di circa 950 quintali.

Cresce… la bottiglia

Oltre alle difficoltà climatiche, a frenare la corsa del vino italiano, è la crescita esponenziale dei costi con un +35% in media a causa delle tensioni su energia e materie prime generate dalla guerra in Ucraina con aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi che arrivano a pesare sui bilanci per oltre un miliardo di euro con anche difficoltà a reperire materiali per l’imbottigliamento.

Una bottiglia di vetro costa oltre del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali.

Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%, secondo l’analisi Coldiretti.

Problemi anche per l’acquisto di macchinari, soprattutto quelli in acciaio, prevalenti nelle cantine, per i quali è diventato impossibile persino avere dei preventivi

Rincarato anche il trasporto su gomma del 25% al quale si aggiunge la preoccupante situazione dei costi di container e noli marittimi, con aumenti che vanno dal 400% al 1000%.