Serra (M5S) sul commercio on line: “si sta mangiando tutto, evitiamo di costruire altri centri commerciali”

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Alessandria – “Il commercio on line? Si sta mangiando tutto e dunque direi che sarebbe perfettamente inutile costruire altri aree commerciali nella zona adiacente la città, tanto più che poi diventerebbero aree deserte, con spreco di suolo pubblico, il tutto a danno dei cittadini”.

Ne è sicuro il consigliere pentastellato Michelangelo Serra che ne ha parlato riferendosi alla questione del nuovo polo logistico della Amazon costruito alle porte di Alessandria e che in questi giorni ha fatto partire le selezioni per la ricerca di personale.


In teoria, attraverso la pagina dedicata, è possibile candidarsi alle posizioni di operatore di magazzino presso il nuovo stabilimento, in cui l’azienda prevede di creare 30 posti di lavoro a tempo indeterminato. Inoltre, Amazon Logistics lavorerebbe con diversi fornitori locali di servizi, continuando così a investire nella sua rete logistica, migliorando la propria capacità di consegna e soddisfacendo così la crescente domanda dei clienti.


“Peccato però che i soldi che finiscono nel sistema Amazon non siano reinvestiti nel tessuto alessandrino – ha rimarcato Serra – dato che il colosso di Jeff Bezos paga le tasse altrove dunque quel denaro andrà perso. Ma questo discorso è allargabile a tutto il retail on line. Secondo uno studio americano per 33000 posti di lavoro creati, Amazon ne fa perdere 114000 nel retail, saldo negativo di 80.000. E qui ad Alessandria non ci saranno eccezioni. Poi certo la giunta dirà che si creano posti di lavoro, che ci sono nuove realtà produttive ma quanti di questi posti di lavoro, contemporaneamente, se ne perderanno?”
Insomma il pentastellato Serra non le manda certo a dire tanto che sui social di recente ha pubblicato anche un link che rimanda ad alcuni studi sull’impatto negativo di Amazon sui posti di lavoro. Secondo tali studi in Francia, ad esempio, lo sviluppo dello shopping online avrebbe “portato alla perdita di 114.000 posti di lavoro tra il 2009 e il 2018 nel settore del commercio al dettaglio e la creazione di 33.000 posti di lavoro nel settore all’ingrosso, ovvero un saldo negativo di oltre 80.000 posti di lavoro persi. Ciò equivale alla perdita di circa diecimila posti di lavoro all’anno.”