Salta anche Borgo Rovereto

Impossibile organizzare un evento del genere

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Organizzare e svolgere una festa come quella del quartiere storico alessandrino era oggettivamente complicato: troppe persone in strada, troppe banacarelle. Il distanziamento sociale, oltre che impraticabile, non avrebbe avuto senso per un evento in cui la socialità è tutto.

Dopo oltre 25 anni salta un giro.

L’annullamento della Festa di Borgo Rovereto è inevitabile – dichiara il Presidente dell’Associazione dei Commercianti di Borgo Rovereto Vittorio Ferrari poiché in questo momento la situazione legata all’emergenza “Coronavirus” ne impedisce sia l’organizzazione che lo svolgimento ed impedisce anche che vi sia il sentimento di allegria e convivialità che normalmente è legato ad un momento di festa. Non sono però cambiati lo spirito e la grande forza di volontà che animano gli organizzatori, i commercianti del Borgo insieme alle Istituzioni e alle Associazioni che da sempre hanno contribuito a comporne il programma: è una festa che ha avuto la sua origine per risollevare una città a seguito di un altro doloroso evento che aveva sconvolto Alessandria, l’alluvione del ‘94, e non perderà questo suo significato. Anzi, una volta passata l’emergenza, penso che insieme ai colleghi del Borgo ripartiremo da questa dolorosa esperienza per lavorare ad una edizione 2021 con il cuore, l’impegno e la volontà che abbiamo sempre impiegato. In questo momento il nostro pensiero va alle famiglie coinvolte dall’emergenza, agli operatori sanitari e agli imprenditori che, insieme ai loro dipendenti, stanno resistendo facendo un enorme sacrificio a tutela della salute di tutti”.

Le attuali condizioni normative e di evoluzione dell’emergenza sanitaria non ci consentono, quest’anno, di vivere, come di consueto, il tradizionale appuntamento con la festa di Borgo Rovereto. – dichiara l’Assessore al Commercio del Comune di Alessandria Mattia Roggero Sono particolarmente dispiaciuto e rammaricato perché si tratta di un appuntamento sempre molto atteso non solo dagli alessandrini, ma anche da moltissimi visitatori e, in particolare, dai commercianti che con grande impegno si sono sempre messi in gioco, in modo operoso ed allegro, per regalare ad Alessandria questo condiviso e partecipato momento di festa.

Borgo Rovereto è, infatti, una bella tradizione della nostra Città, nata dopo la dolorosa alluvione del 1994 come segno di rinascita e di speranza della nostra comunità: era un modo per rialzarsi e per dimenticare, per ritrovare tra le strade cittadine la bellezza che il fango aveva offuscato.

Oggi, Alessandria, sta nuovamente vivendo un momento molto difficile, inaspettato e complesso sotto tanti aspetti, non ultimo quello economico. Avremmo bisogno, ancora una volta, di sentirci uniti e di ancorarci alla speranza ed aprire le porte dei nostri cortili che sono una delle chiavi del successo di questa festa e svelare le meraviglie che celano: purtroppo non abbiamo la possibilità di farlo e questo, indubbiamente, mi rattrista.

Tuttavia son proprio i valori intrinsechi che questo appuntamento sottende che devono spronare a stringere i denti ed andare avanti, con la tenacia e la forza che contraddistingue, da sempre, noi alessandrini: a Borgo Rovereto, quindi, non diciamo ‘addio’, ma semplicemente ‘arrivederci’.

Non appena le condizioni normative lo consentiranno, tutta la macchina organizzativa ripartirà con rinnovato vigore per portare tra le nostre strade e nelle nostre piazze tutto l’ottimismo e i valori che Borgo Rovereto, con i suoi oltre 25 anni di storia, ben rappresenta e di cui la nostra comunità, oggi, ha assoluto bisogno”.