L’Italia sotto accusa dall’Europa per il suo sistema sanitario universalistico: “I vecchi bisogna lasciarli morire…”

Comunque la si pensi la differenza tra italiani e i popoli del nord Europa è essenzialmente culturale. Oggi il Corriere della Sera ci informa che in Olanda è partita una “gara di solidarietà” per salvare i fiori che nessuno compra. Poi leggi un altra notizia: sempre in Olanda – nero su bianco su documenti del governo – qualora l’epidemia raggiungesse livelli alti le persone da 70 anni in su non verranno ammessa in sala di rianimazione.

Il diverso approccio tra il nord e il sud dell’Europa nei confronti della copertura sanitaria alla popolazione viene anche espresso chiaramente dal primario della terapia intensiva dell’ospedale universitario di Amsterdam.

Egli riferisce che nei Paesi Bassi ” di solito si riflette molto di più se sia un beneficio per il paziente un così lungo apporto di ventilazione”

Infatti prosegue “più vai a sud e più diventa difficile interrompere questo trattamento” che di fatto gli allunga la vita, così in Francia che in Italia.

Non per niente prosegue “l’età media dei pazienti in Italia è molto più alta che qui in Olanda. E adesso sappiamo che non è un caso.

Alla luce di tutto ciò si comincia a chiarire il motivo per cui solo una piccola parte dei contagiati da coronavirus deceduti in Olanda sono morti in terapia intensiva: (appena 27 su 179 al giorno, come è stato riportato in data 27 marzo),tutti gli altri sono morti in casa di cura o in altri reparti ospedalieri e quindi non vengono conteggiati tra i morti per il Covid 19.

Gli olandesi (ma è un approccio comune al Nord Europa) sostengono che è necessario mandare le persone in ospedale solo se si prevede la loro capacità e la loro possibilità sufficiente per recuperare .

Infatti le autorità sanitarie olandesi stimano che in casi di emergenza, come coronavirus ,saranno inviati in ospedale tra i 10 e 20% dei pazienti per tutti gli altri niente terapia intensiva. Tutto questo naturalmente in “accordo” col paziente e con la sua famiglia.

Appare persino stucchevole la loro insistenza sulla potenziale “vulnerabilità” degli anziani. Un tema che ritorna martellante nelle raccomandazioni pubblicate in Olanda da quattro luminari della geriatria i quali consigliano agli operatori sanitari di informarsi prima sulla vulnerabilità dei propri pazienti arrivando anche alla conclusione che il ricovero in terapia intensiva spesso non è più un’opzione per un anziano.

E del resto, dal loro punto di vista tutto torna: il mercato dei fiori vale il 5% del Pil olandese mentre i vecchi non valgono nulla (per loro). Ma ci dobbiamo poi stupire che ci vogliono sbranare vivi per un piatto di lenticchie?

Gente che non batte ciglio se fanno morire la propria madre e che però pensa a fare le gare di solidarietà per salvare il mercato dei fiori?

Questa è anche l’Europa!!!

Luigi MANZINI