REGOLE E NUOVI COMPORTAMENTI SOCIALI AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

coronavirus
Alla fine sono arrivate anche le ultime disposizioni che estendono la zona rossa a tutta l’Italia e insistono su una serie di comportamenti sociali che devono essere assolutamente osservati e attuati in funzione di un contenimento dell’epidemia.

Con molto smarrimento e malinconia L’Italia si è trasformata in una nuova Cina in Europa e gli italiani in nuovi cinesi senza averne però la disciplina nel senso di obbedienza. Obbligare un latino ad osservare una certa distanza nella relazione sociale quotidiana con gli altri è
sicuramente un’impresa.

Così come obbligarlo a non esternare il proprio affetto con l’abbraccio e il bacio e la comunanza con una stretta di mano.
Eppure siamo arrivati fino a qui : sempre più spaventati, sospettosi gli uni nei confronti degli altri.

Le poche persone che si incontrano per strada sono frettolose, sospettose e distaccate e molte ormai sono bardate come se andassero in una trincea della Prima Guerra mondiale.
Sui social ormai prevale la linea del sacrificio e dell’obbedienza sociale in funzione di una veloce ripresa della normalità,che si spera avvenga in tempi rapidi.

Molti infatti pensano che con la rinuncia individuale, la responsabilità, il cambio di modello di relazione sociale si possa ottenere almeno il risultato di fermare il contagio. Altri, più pessimisti,( o realisti) credono invece che un mese sia insufficiente e che si dovrà soffrire per molto altro ancora. In questa atmosfera di raccoglimento, soprattutto la sera, si coglie la limitatezza dell’uomo, il suo essere indifeso sulla terra e prigioniero di antiche paure.

Quando l’ultimo italiano sarà guarito dobbiamo fare profonda riflessione politica sul perché siamo arrivati ad una situazione così difficile è disastrosa dal punto di vista sanitario, nonostante la capacità e l’abnegazione del nostro personale sanitario.
svegliati alessandria
Luigi Manzini