Caos asili nido, servono educatrici

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I genitori dell’asilo nido comunale più ambito è preoccupante: manca il personale e i disagi sono evidenti. Com’è stato possibile non prevedere una simile situazione? Si attendono risposte per domani, con eventuale assunzione di personale. Altrimenti potrebbe essere il caos (sciopero delle rette e sciopero del personale).

Siamo i genitori delle bambine e dei bambini dell’asilo nido comunale “Arcobaleno” e abbiamo deciso di far sentire la nostra voce a causa di ciò che oramai è evidente stiano subendo i servizi educativi comunali e quindi, anche le nostre famiglie.

Lo scorso 29 novembre era stato proclamato lo stato di agitazione da parte delle educatrici a causa, avevano sottolineato i sindacati, delle troppe ore di straordinario svolte, del sistematico spostamento del personale e dei continui accorpamenti di sezioni. Tutto questo ha chiaramente generato un peggioramento del servizio, di certo non a causa delle operatrici ma di chi non sta risolvendo il problema. Ad oggi le assunzioni necessarie a sanare la situazione dipendono da una tanto attesa risposta positiva da parte del Viminale. In questi primi mesi di servizio noi genitori ci siamo accorti che qualcosa nell’aria fosse cambiato: alcuni servizi non sono partiti come il corso di acquaticità che sarebbe dovuto iniziare a settembre-ottobre nella piscina interna alla struttura che ora è lasciata a sé stessa senza manutenzione.

Altri servizi sono rimasti in sospeso nonostante la buona volontà e la professionalità delle educatrici e chi ci sta perdendo in questa situazione sono i nostri bimbi e le nostre bimbe. In questo contesto precario con continui spostamenti di personale per tappare i buchi ed educatrici costrette a turnazioni non convenzionali il progetto educativo per i nostri bambini e bambine ha subito dei rallentamenti. Il Comitato di gestione che è un organo fondamentale di gestione del funzionamento del nido non si è riunito in questi primi mesi dell’anno scolastico. Tutto questo mina il diritto dei nostri bambini e delle nostre bambine ad avere un percorso educativo adeguato. La situazione si è tinta di assurdo quando le coordinatrici degli uffici comunali hanno dovuto lasciare la scrivania per indossare nuovamente le vesti di educatrici dopo diversi anni, lasciando le pratiche bloccate.

Tra le pratiche accantonate sulla scrivania c’è il bonus nido regionale che avrebbe dovuto sollevare le famiglie dall’ingente onero della retta del servizio nido tra le più care d’Italia. Ieri giovedì 12 dicembre c’è stata la prima azione forte da parte delle educatrici e del personale dei nidi e delle materne comunali: il servizio è incominciato alle ore 11 a causa di una assemblea sindacale. Per la prima volta noi famiglie abbiamo subito un disagio enorme dovendo chiedere ore di permesso o giorni di ferie. Questo ci ha fatto aprire gli occhi sulla situazione assurda che si è creata e desideriamo esprimere fortemente la nostra vicinanza e il nostro sostegno alle educatrici, la loro battaglia è oramai diventata anche la nostra battaglia.

Leggendo gli articoli apparsi sui giornali siamo molto preoccupati per le dichiarazioni dell’assessora ai Servizi Educativi Silvia Straneo che ammette di essere sotto organico ed afferma “la nostra priorità è comunque quella di tenere aperte le strutture, se possibile”.

Il finale della frase ci fa allarmare, perché non vorremmo sia un presagio verso l’esternalizzazione di servizi comunali con tutto quello che comporta: condizioni lavorative peggiori per le educatrici e un servizio non all’altezza di quello odierno. Ci domandiamo come mai nell’estate non si è provveduto a programmare in modo efficiente ed efficace l’apertura dei servizi, essendo probabilmente a conoscenza dell’impossibilità di assumere personale a tempo determinato.

Il prossimo 17 dicembre potrebbe essere la giornata decisiva con la seduta della Commissione del Ministero che dovrebbe dare esito positivo o negativo all’assunzione di 5 educatrici e 2 collaboratrici che dovranno essere assunte entro l’anno. Ora rimaniamo in attesa di quanto verrà presa sul serio questa problematica, fermamente convinti che se necessario da gennaio verranno sospesi i pagamenti delle rette di un servizio promesso ma oramai palesemente disatteso.

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